Un weekend speciale, quello che si sta avvicinando per l’Athletic Club Albaro. La società del presidente Sergio Imperato festeggia infatti il suo primo mezzo secolo di vita, una strada (e una festa!) condivisa ovviamente con l’Albaro.

E per spegnere degnamente tutte queste candeline, cosa c’è di meglio di un grande “Torneo del Cinquantenario”? Si parte sabato pomeriggio con le prime gare alle quali prenderanno parte ragazzi della categoria Esordienti 2005, con società del calibro di Genoa, Virtus Entella, Savona, Sestrese, Molassana, Ligorna, Baiardo, Lombardia 1 Scuola Calcio Milan, Heidelberg Las Palmas di Gran Canaria e Stella Rossa Belgrado, oltre ovviamente ai padroni di casa dell’Athletic Club.

Il torneo andrà avanti anche domenica mattina, con la sua fase finale. Nel pomeriggio, poi, amichevole no-stop con in campo tante facce note, tanti amici che nel corso di questi primi 50 anni di vita hanno vestito le maglie dell’Athletic e dell’Albaro. Anzi, chi ancora non l’avesse fatto, può iscriversi per prendere parte alla partita, giocando anche solo pochi minuti. Non ci sono limiti d’età e di altro genere. Basta comunicare preventivamente la propria presenza alla segreteria (010/4040118) e presentarsi in tenuta da gioco, domenica intorno alle 16 al “Sanguineti”.

Al 90′, o quando i polmoni diranno basta, scatterà la festa vera e propria, con musica, divertimento e un meritatissimo brindisi di buon compleanno. E non dimenticate di visitare la pagina Facebook ufficiale dei festeggiamenti: “Buon compleanno Athletic Club Albaro”, dove potrete trovare tutte le info utili ma soprattutto una grande raccolta di foto storiche di questi primi 50 di calcio.

Una festa che sarà qualcosa di emozionante soprattutto per il presidente Sergio Imperato. «Nel ’68 c’era mio padre – ci dice – io sono arrivato nel ’70, giocando nelle giovanili e da allora, sia pure con un breve periodo “di riposo” di 8/10 anni in cui ho seguito come tifoso e come socio, questa società è stata una costante di tutta la mia vita. Sono arrivato qui che ero poco più che un bambino e oggi, a distanza di tanti anni, sono ancora qua. E’ molto emozionante, un po’ la sintesi di quello che vuol dire legarsi ad una bandiera. Credo che più di così non si possa fare. Adesso siamo alla terza generazione: prima mio papà, poi io come giocatori prima e come presidente poi, dopo sono arrivati i miei figli. Una quarta generazione? Chissà… sarebbe davvero molto bello».