Sono tante le storie di “bivi” nel mondo del calcio, perchè tanti sono gli incroci nella carriera di un giocatore. Quella di DIEGO SANGIULIANO è chiaramente una di queste, il suo però di bivio per certi versi è stato forzato da un destino che spesso – o quasi sempre – non guarda in faccia a nessuno e che quindi costringe adattarsi, ad accettare e per certi versi a reinventarsi. Accettare e reinventarsi, perchè alle volte la passione verso quello che senza dubbio è il più bello ma sicuramente anche il più crudele sport del mondo è un qualcosa di più forte anche delle delusioni, ma solo se forte lo sei tu, perchè quando il destino ti è avverso il bivio ha solo due direzioni: smettere senza appello o continuare nonostante tutto.

DIEGO, C’E’ STATO UN BIVIO IMPORTANTE NELLA TUA CARRIERA?

Si può dire di sì e purtroppo è stata una terribile fatalità, da ragazzino giocavo nel Genoa e ho avuto la fortuna di incontrare una persona come Fabrizio Gorin…è stato amore a prima vista e lui mi aveva preso sotto la sua ala protettiva diventando come un secondo padre. Mi diceva sempre “se andrò avanti in questo mondo tu mi seguirai”. Ricordo sempre queste parole e poi sappiamo tutti quello che è successo…un dolore immenso perchè ho perso una persona che era diventata di grande riferimento nella mia vita, personale prima che sportiva

DA UN FUTURO NEI PROFESSIONISTI A UNA VITA NEI DILETTANTI, HAI QUALCHE RAMMARICO?

Guarda…credo che i rammarichi ce li abbiano in tanti, io sicuramente sì ma non li ho mai usati come alibi anche se c’è stato un momento particolare della mia carriera in cui avrei potuto fare il grande salto nei professionisti e così non è stato, ma non per colpa mia…

A COSA TI RIFERISCI, CE LO VUOI RACCONTARE?

Certo…ero a Ivrea e vincemmo il campionato di Serie D, la società mi offrì un contratto triennale per disputare la C2 ma il mio cartellino era del Genoa. Il Grifone in quel momento era in un periodo abbastanza delicato, perchè stava fallendo, erano gli anni precedenti all’avvento di Preziosi, e la società o qualcuno in società non mi fece andare…andai poi a Cuneo e i professionisti non li feci mai…

COME SI PUO’ MANTENERE L’AMORE E LA PASSIONE PER IL CALCIO ANCHE QUANDO CERTE VOLTE SEMBRA VOLTARTI LE SPALLE. TU HAI MAI PENSATO CHE UN QUALCHE DIO DEL CALCIO TI ABBIA VOLTATO LE SPALLE?

Qualche dio del calcio magari no, qualche persona forse sì, ma capisco anche che in certe dinamiche purtroppo non sei tu il padrone del tuo destino e devi avere la fortuna non solo di essere nel posto giusto al momento giusto, ma anche con le persone giuste…e probabilmente per me non è stato così…

E COME SI FA AD INTERPRETARE IL RUOLO DI GIOCATORE, CON LA TUA PROFESSIONALITA’ RICONOSCIUTA DA TUTTI?

Guarda Gorin mi diceva sempre che mi avrebbe portato con lui a patto che non cambiassi mai…e io ho cercato di non cambiare mai…di essere sempre quel gran lavoratore, di avere sempre un obiettivo da raggiungere, di essere umile…credo di esserlo sempre stato anche se onestamente ora, con la maturità dei miei 35 anni, posso dire che non sempre essere umili paga in questo mondo, ma poco importa perchè non aver snaturato me stesso forse a livello umano è stato un qualchecosa di più importante. E’ stato facile rimanere sempre umile, io vengo da una famiglia umile ed è uno degli insegnamenti che i miei genitori mi hanno sempre trasmesso…

ENTRIAMO UN PO’ NEL MERITO DELLA TUA ESPERIENZA…IL COMPAGNO PERFETTO?

Domanda difficilissima perchè ho giocato davvero con tanti ragazzi bravi sia fuori che dentro al campo…ne cito tre in particolare…Davide Sighieri con il quale è nato uno splendido rapporto di amicizia extra-calcistico, poi due miei compagni di reparto: Nicola Donato, giocatore fortissimo, e Giuseppe Oliva.“Olly” è forse quello con cui ho avuto più intesa in campo, un animale, abbiamo vissuto stagioni ad Albissola indimenticabili…

E IL PIU’ FORTE?

Anche questa è una domanda difficilissima…ma immaginavo me la facessi, infatti prima non ho citato apposta Rosario Granvillano…a Rosario ho visto fare cose, sia in allenamento che soprattutto in partita, che non ho mai visto fare a nessuno…giocatore fortissimo…sempre fuori categoria…e persona splendida ed eccezionale…sono molto legato anche a lui…prima ti ho parlato di Albissola, la macchinata da Genova per andare ad allenamento era Sangiuliano, Oliva, Granvillano…non ti dico…

ORA VENIAMO AL DIFFICILE…IL “TUO” MISTER, A PARTE QUELLO DI CUI ABBIAMO GIA’ PARLATO…?

Di uno in realtà non abbiamo ancora parlato ed è mio padre. In pochi lo sanno ma io sono cresciuto oltrechè umanamente anche calcisticamente nella squadra di cui mio padre era tutto…presidente, allenatore, giocatore, primo tifoso…è come se fosse stato un mental coach e alla base di tutte le mie decisioni, di tutte le mie scelte, l’attenzione più grande è sempre stata per i suoi consigli. Mi ha sempre seguito, mi ha sempre consigliato, corretto, elogiato o bacchettato con il rispetto e i modi che un padre ha verso il proprio figlio e per me la sua opinione è sempre stata e sarà sempre la più importante di tutte.

PER QUEL CHE RIGUARDA INVECE GLI “ALTRI” ALLENATORI?

Difficile sì…Gorin ha un posto nel mio cuore e in questa domanda è fuori concorso, perchè per me mai nessuno sarà come lui…detto questo i primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Sorbello e di Fresia. Entrambi li ho avuti alla Rivarolese, con entrambi ho avuto e ho tutt’ora uno splendido rapporto…Stefano mi ha allenato anche a Pontedecimo ed è una brava persona oltrechè un bravo allenatore…

E C’E’ INVECE UNA PERSONA CHE NON AVRESTI MAI VOLUTO INCONTRARE NEL MONDO DEL CALCIO?

Questa è una domanda cui non vorrei rispondere, uno perchè non ho rabbia ormai verso che mi ha danneggiato, due perchè le persone che non ho gradito credo che lo sappiano molto bene, ho sempre cercato di essere uno vero e credo di esserlo sempre stato…

COME TI VEDI QUANDO APPENDERAI LE SCARPE AL CHIODO?

Ma…innanzi tutto non sono poi così vecchio no? (risata) A parte gli scherzi…sinceramente mi sento ancora giocatore…fisicamente sono integro anche perchè grazie a dio non ho mai avuto infortuni seri…tanti allenatori che ho avuto mi hanno consigliato di intraprendere la carriera di allenatore…un “allenatore in campo” lo sono sempre un po’ stato…e onestamente l’idea non mi dispiace…non ti nego che qualche informazione sui corsi l’ho già presa…ma voglio giocare ancora un po’…qualche anno dai…

QUINDI VUOL DIRE CHE QUEST’ANNO TI VEDREMO SUI CAMPI?

Assolutamente si…ho avuto diverse proposte…mi son preso l’estate per stare un po’ con la mia famiglia…dopo quattro anni alla Riva si è chiuso un ciclo e onestamente non ho voluto pensare a niente se non a stare con mia moglie e con il mio bambino…ovviamente il telefono è squillato, continua a squillare e io rispondo a tutti e dialogo con tutti…sto valutando diverse opzioni…non precludo e non mi precludo niente…entro qualche giorno prenderò una decisione…e ovviamente voi sarete i primi a saperlo (risata)

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