INTERVISTA a Massimo Mutolo, Responsabile Organizzativo dell’ANPI Sport E. Casassa

Ciao Massimo, ti cimenti in una nuova esperienza che sicuramente è elettrizzante dal punto di vista emotivo ed organizzativo e visto che ci sarà molto da costruire. Sicuramente si può già tracciare un piccolo resoconto dal tuo arrivo all’ANPI CASASSA.
Partiamo con alcune domande.

1. Come è stato l’approccio in società

R. Guarda, senza tanta ipocrisia, ti dico che siamo entrati con molta determinazione, pronti a mettere la nostra esperienza a disposizione, sicuri di cosa e come volevamo fare, ma pronti a mettersi in gioco su tutti i fronti; con le persone che erano già presenti in società (Giorgio, Mauro e Paolo in primis, ma anche i baristi Selena e Christian ed il custode Maurizio) abbiamo da subito cercato un dialogo su cosa credevamo fosse indispensabile fare e come procedere. Direi che dopo 3 mesi abbondanti di lavoro, siamo abbastanza soddisfatti, poi tutto è migliorabile. Abbiamo portato una ventata di persone nuove, abbiamo cercato di non cambiare molto e abbiamo cercato di coinvolgere chi già era nella struttura e chi non è rimasto è stato per scelta propria, dal vecchio staff ad alcune famiglie che hanno intrapreso strade differenti.

2. Facci velocemente un resoconto del tuo primo periodo in società

R. Al momento siamo iscritti con le leve del Settore Giovanile con l’ under 17, 15 e 14 ai campionati Provinciali, con gli Esordienti U12, mentre al Contubernio stiamo ponendo le basi con i piccolini, dal 2012 al 2017; contiamo a dicembre di rafforzare le leve già presenti e cercheremo di porre le basi sulle leve mancanti

3. Come vi siete organizzati all’interno della società?

R. Da subito ci siamo organizzati in maniera molto ‘snella’, io Responsabile Organizzativo e Mechetti Massimiliano come Responsabile Tecnico, diciamo io mi occupo di tutto ciò che è il ‘fuori campo’ e segreteria, mentre Massimiliano per tutto ciò che riguarda la programmazione, i tecnici e gli allenamenti. Io e lui avevamo iniziato a lavorare già alcuni anni fa, ed ora cerchiamo di finalizzare ciò che avevamo iniziato; i capi saldi del nostro progetto, dove al centro ci sta la crescita a 360°dei ragazzi, parte da:
– 2 allenamenti settimanali di 2 ore, che tolti i 30 minuti di attivazione ad ogni seduta (noi l’abbiamo programmata con il nostro prof. ISEF), alla fine abbiamo 3 ore sul campo, pari pari a chi fa 3 allenamenti di 1 ora e mezza; questo per consentire durante la settimana a tutti i ragazzi di avere una vita sociale migliore, improntata allo studio ed a trovare il tempo per incontrare amici, nonni, ecc. ecc.
– allenamenti dei portieri con la propria leva, con lavori in situazionale alla presenza dei mister; stesso discorso fatto sopra, per evitare che i portieri passino tutta la settimana al campo tra allenamenti specifici e con la propria leva, si è deciso di farli allenare negli orari della propria leva;
– grazie al progetto con AIL, siamo riusciti a trovare chi ha aderito al progetto e ci ha aiutato a mantenere la quota di iscrizione e la quota dei kit davvero convenienti per le famiglie.

4. Essendo ubicati su 2 strutture, l’impegno sarà maggiore?

R. Premesso che ho citato solo il nostro DT Mechetti, ma assieme a noi lavora a stretto contatto l’ex presidente Garofoli Giorgio, che gestisce parecchie attività amministrative in società, e mi sostituisce fisicamente al campo i 2 giorni che vado al Contubernio, mentre gli altri 2 giorni al Contubernio ci avvalliamo della preziosa collaborazione di Bruzzone Giacomo, mio caro amico da moltissimi anni, così io posso starmene in segreteria al campo XXV aprile.

5. Cosa cambieresti nel calcio dilettantistico?

R. Eh, domanda difficile e scomoda; sarò sincero, una cosa che proprio cambierei nel Settore Giovanile, è il numero massimo di ragazzi per ogni leva ponendo un massimo di 20 ragazzi se hai la leva sottostante, mentre ad un massimo di 26 in caso contrario; sono stato da sempre un promotore nello spingere verso l’alto i ragazzini migliori di ogni leva, perché giocare con i più grandi (parliamo alla fine di qualche mese in molti casi) è un qualcosa che fa crescere esponenzialmente le qualità dei singoli, soprattutto se già in possesso di una buona base di partenza, ma d’altronde, non a caso, le squadre professionistiche vengono a giocare contro quelle dilettantistiche sotto leva. Rivedrei inoltre la gestione dei Premi di Preparazione, ma resto nel vago altrimenti apriamo un altro capitolo spinoso e mi scappa qualche cosa che è meglio soprassedere al momento.

6. Chiudiamo con una domanda sul futuro prossimo dell’ ANPI Sport E Casassa

R. Ogni giorno lavoriamo per migliorarci, ma direi che continueremo sulla falsa riga che siamo partiti e stiamo giornalmente attuando; abbiamo un unico obiettivo come società, che poi è il disegno di società esposto all’inizio dal presidente Boschi Fabio, e grazie al lavoro dello staff, composto da mister validi e dirigenti disponibili e capaci, cercheremo di realizzarlo nel più breve tempo possibile.

Grazie Massimo ed in bocca al lupo
R. Grazie a Voi

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