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Da Cervo: basta tifosi esagitati PDF Stampa
Scritto da Fabio Ghigliazza   
Martedì 31 Gennaio 2012 16:31

Mi permetto di scrivervi per riportarvi i fatti accaduti DOMENICA a Cervo (IM) in occasione della partita di Seconda Categoria tra Val Steria e Celle Ligure e condividere con voi e magari con i vostri lettori le mie sensazioni.

Dal punto di vista calcistico ho l’obbligo di riportare di un match bello, equilibrato e corretto, in cui il Celle ha rimontato l’iniziale svantaggio di 2-0 portandosi sul 2-3 e dando vita ad una gara piena di emozioni, in cui i ventidue in campo hanno favorito l’ottima condotta del direttore di gara.

Questa correttezza in campo contrasta in modo netto con il comportamento dei “tifosi” ospiti che hanno dato vita invece ad una domenica ben diversa, rovinandola alla loro squadra, agli avversari e a tutti quelli che stavano assistendo alla gara, sfidando anche il freddo, per il solo piacere di seguire i propri amici o parenti o semplicemente i portacolori della loro squadra.

Al noventesimo, a seguito di semplici proteste su una rimessa laterale proprio a ridosso della tribuna (proteste che ripeto in campo molto pacifiche ed educate), si sono surriscaldati gli animi degli ultras di Celle che dapprima hanno tentato di lanciare oggetti (soprattutto una bandiera) in campo e che quindi si sono ammassati contro la recinzione del terreno di gioco, causando la caduta di una palo di sostegno e successivamente si sono aperti un passaggio nella stessa rete metallica in modo da fare invasione. A quel punto naturalmente, constatando la grave mancanza di sicurezza, il direttore di gara ha dovuto sancire la sospensione dell’incontro, richiamando negli spogliatoi le due compagini e richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine, già sul posto proprio perché allarmate dal sabato, della presenza al campo di Cervo dei supporters del Celle giunti in buon numero con un pulmann.

A quel punto, con le squadre negli spogliatoi e i tifosi ospiti ammassati a ridosso dell’ingresso agli spogliatoio richiedendo a gran voce la ripresa della partita, il direttore di gara è rientrato in campo con due agenti dei Carabinieri per verificare nuovamente il danno alla recinzione e dichiarare ancora una volta l’impossibilità a riprendere la gara con la dovuta sicurezza e sancire la definitiva sospensione del match.

Questi i fatti, non nuovi purtroppo nelle domeniche di sport, ma non per questo ci si può abituare ad essi. Non per questo viene meno la paura trovandosi in quelle situazioni, né tantomeno l’indignazione che ne segue, il senso di frustrazione di chi non ha potuto portare a termine ciò che fa per solo e puro divertimento, ciò per cui ci si allena da agosto, tre volte alla settimana, per cui si privano domeniche alle famiglie o al lavoro in alcuni casi. Divertimento per cui società spendono risorse e soldi.

Qualcuno di questi ragazzi sosteneva non fosse successo nulla, perché nessuno si era fatto male, ma mi auguro lo dicesse solo per alleviare l’effetto del loro stesso comportamento, perché non posso credere sia il ferimento di qualcuno a determinare la gravità o meno di fatti del genere. Mi domando da ieri cosa sarebbe successo se non si fosse interrotto il gioco e da quella rimessa laterale fosse scaturita l’azione del gol del pari e, purtroppo, non riesco ad immaginarmi scenari positivi.

Purtroppo i tifosi del Celle non sono nuovi a fatti “particolari”, ma sono spesso presenti nei referti arbitrali, proprio in occasione della gara di andata causarono la sospensione, quella volta solo momentanea, della gara poiché lanciarono sassi contro la panchina ospite.

Si può trasformare una partita di Seconda Categoria in un occasione per atti del genere? Si può impegnare due pattuglie di Carabinieri per presidiare una partita di calcio? E si può nonostante le forze dell’ordine dare in escandescenza per una rimessa laterale? Non sono di certo il primo a pormi queste domande, né il più originale, lo so bene, ma dopo che ci passi in prima persona, i dubbi aumentano, cosi come in maniera inversamente proporzionale scema la passione di tanti e per il comportamento di pochi si può mettere a rischio l’intero movimento del calcio dilettantistico?

Il Val Steria ha un motto, ben visibile quando si arriva al campo “NON ESISTONO CLASSIFICHE DA STILARE NE' RECORD DA EGUAGLIARE MA SOGNI DA COLTIVARE ED EMOZIONI DA VIVERE”, ieri qualcuno ha provato a togliercele queste emozioni e a minare tutta la nostra passione, spero che si riesca a non permettere a queste persone di ripetersi.

Chiedo scusa se sono caduto nel retorico, ma sino a che non ci si passa è difficile capire davvero la stupidità di comportamenti del genere e gli effetti che questa lascia!

Fabio Ghigliazza

 

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2012 23:31
 
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