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Carlos França: da terzino a bomber. La sua storia. PDF Stampa
Scritto da Unplugged   
Martedì 02 Febbraio 2010 11:53
Ha girato il mondo, con il pallone fra i piedi, per inseguire il suo sogno. Brasile, Spagna e Stati Uniti d’America: ha vestito casacche di grandi squadre come il Santos e i Chicago Fire.
Faceva il terzino e quando è arrivato in Italia era semplicemente il cognato di Carlos Cassiano Bodini, ala della Virtus Entella.
Qualche allenamento con il club chiavarese, poi la voglia di giocare cresceva ed ecco che Carlos França viene dirottato nella Caperanese, la succursale della Virtus Entella. La squadra doveva salvarsi, in panchina era appena stato chiamato Natalino Bottaro: il timido Carlos si guadagna qualche gettone di presenza, la Caperanese mantiene la categoria e lui, assieme a sua moglie, la sorella di Bodini, appunto, saluta tutti e torna nel Nuovo Continente.
Ma le distanze ormai non esistono più e basta un click sul computer per sentirsi a casa e una e-mail per ritornare a casa.
Alessandro Bratto, suo compagno nella Caperanese, propone Carlos França al suo allenatore, nonché suocero, Costanzo Celestini.
Contatto avvenuto, come si dice nel gergo del web. Carlos França torna in Italia, fa felice sua moglie che può riabbracciare il fratello (nel frattempo Bodini è diventato una colonna della Virtus Entella terzulliana) e si presenta al Daneri per la preparazione estiva. Qui si ritrova, nel suo stesso ruolo, Mozzachiodi e Bacigalupo e, proprio qualche giorno prima, il numero dieci Boggiano si era trasferito nel Rapallo. Costanzo Celestini, che non per niente viene considerato uno dei migliori allenatori in circolazione, mica solo perché ha giocato con Diego Armando Maradona, fa di necessità virtù. <Avevo già due ottimi terzini sinistri e Carlos França ha grande tiro, grande stacco di testa e buonissima tecnica> racconta oggi, quasi scherzando, il tecnico napoletano.
Con un cambio di posizione, dunque, da terzino ad attaccante, comincia il nuovo sogno del brasiliano França, lontano dalle luci del Santos e della Major League, nella realtà della Caperanese.
Basta correre dietro agli avversari e dare pedate per togliere il pallone agli avversari, adesso è lui che fa gioco, che crea e finalizza gli schemi di Celestini.
Ed i numeri hanno dato subito ragione all’allenatore. Perché Carlos França, con le due reti segnate domenica al Fontanabuona, è arrivato a quota 13.
<Più una in Coppa Italia> dice orgogliosamente il giocatore giramondo, quasi trentenne. <In Brasile, dove ho giocato per cinque anni nella serie A2 e B del campionato paulista, il calcio è molto lento e si punta tutto su fantasia e tecnica – dice -. In Spagna, invece, è tutto molto veloce e sempre tecnico. Negli Stati Uniti sono ancora molto indietro e la componente principale è il fisico>. França, negli States, ha giocato anche nella serie A di calcio a sei, una disciplina che (per fortuna) in Italia ancora non è arrivata. <In Italia si sta molto bene – assicura -. Il vostro calcio è un misto fra tecnica e tattica e io avevo voglia di imparare a giocare a calcio in Italia. Non sono venuto per vincere o per altro, solo per farmi allenare da Celestini, un allenatore capace>.
Quel bravo allenatore (Celestini) non solo ha portato França sulla strada giusta: lo ha fatto diventare un bomber.
Gol di rapina, di testa, in acrobazia, su punizione: questo il repertorio del nuovo fantasista e attaccante della Caperanese, che adesso tutto il campionato di Eccellenza invidia. E lui, non si tira certo indietro. Ha imparato a giocare a calcio, parla molto bene la nuova lingua e, soprattutto, dice tutto quello che pensa, andando oltre le solite dichiarazioni di circostanza. <Il mio obiettivo è uno solo ed è la Sanremese – ammette -.
<Non guardo neppure le squadre che sono dietro a noi, guardo la capolista e spero che faccia altri passi falsi perché sarebbe davvero un sogno conquistare la promozione, con questa squadra e con questo gruppo. Dobbiamo provarci>. 
Gabriele Ingraffia
 
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