Cristian Fiorito, bomber di razza che nel corso della propria carriera ha preso a pallonate i portieri di mezza Liguria e non solo, dopo aver concordato lo svincolo con il Sant’Olcese a causa del problema fisico che, recentemente, lo ha costretto a ricorrere alla chirurgia, adesso si appresta a portare avanti il percorso riabilitativo che, sicuramente, lo riporterà sui campi più forte e agguerrito che mai.

«Gioco da sempre, da quando sono bambino – ci racconta proprio Fiorito – Da qualche tempo convivevo con un problema al tendine d’Achille e, soprattutto quello sinistro, mi faceva sempre più male. Dopo la partita di Coppa Italia con il Torriglia, però, mi sono svegliato con un dolore insopportabile e, fatti gli accertamenti, mi è stato consigliato di operarmi per risolvere definitivamente il problema e soprattutto per evitare il rischio di rompere il tendine stesso. A quel punto, la prima cosa che ho fatto è stata parlare con la società e concordare il mio svincolo. In questo modo, ho voluto anche fare in modo che il Sant’Olcese potesse tesserare qualche altro giocatore senza correre il rischio di sforare il tetto dei 25 tesserati ed incorrere così in sanzioni da parte della Federazione».

Una scelta, quindi, dettata sempre dall’affetto per questa società. «Assolutamente. A loro ho detto che, se a marzo quando dovrei rientrare sui campi, ci sarà la volontà, riallacceremo il discorso. Atrimenti vedremo quali strade si apriranno. Non ho però voluto mettere i bastoni fra le ruote a questa società a cui sono molto affezionato e ho quindi scelto di lasciandola libera di fare le proprie scelte, senza essere condizionata dal mio infortunio».

Cosa vuol dire però per te, che in carriera non hai mai avuto gravi infortuni, stare fuori e vedere il Sant’Olcese andare così bene? «Sapevamo che avremmo fatto un gran campionato – prosegue bomber Fiorito – Forse, ad essere onesti, non ci aspettavamo di fare così bene ma la squadra era forte e volevamo dire la nostra. Adesso per me indubbiamente è dura. I primi tempi l’ho vissuta proprio male perché, quando fai parte di un gruppo come quello del Sant’Olcese, stare fuori fa male. Mi fa male andare a vedere i miei compagni giocare e vincere senza di me, ma anche questa è una prova di maturità e sicuramente quando tornerò lo farò con ancora più fame di prima. Vivo questo periodo un po’ come una rinascita, che mi permetterà di giocare qualche altro anno senza problemi e senza dolore. Io ce la metterò tutta e poi vedremo quando rientrare, come e dove. Per quello però c’è tempo».

E allora, non ci resta che augurare a bomber Fiorito di rivederlo presto sui campi, più forte e determinato che mai, perché uno con la sua grinta non può proprio arrendersi di fronte agli ostacoli. Ti aspettiamo presto, Bomberone!