Una partita animata da molte scintille, quella andata in scena sabato pomeriggio fra Marassi e Cogoleto, conclusasi con il 2-1 in favore della formazione di casa e con una lunga lista di ammoniti, espulsi ed allontanati. E il Giudice Sportivo oggi ha avuto il suo bel da fare per dipanare la matassa delle squalifiche. A cadere sotto la scure della giustizia sportiva è stato soprattutto Adil Badiari che si è visto comminare ben otto giornate di squalifica. Ecco la motivazione resa nota dal Giudice:

«Al termine della gara si avvicinava all’arbitro con atteggiamento minaccioso e, mente lo stesso direttore di gara stava per fare ingresso nel proprio spogliatoio, lo attingeva con uno sputo alla schiena. Alla notifica del provvedimento disciplinare, rivolgeva espressioni gravemente minacciose all’indirizzo dell’arbitro e cercava, contestualmente, di entrare nello spogliatoio a lui riservato. In tale circostanza, veniva trattenuto da alcuni dirigenti della società ospitante e, mentre veniva allontanato, rivolgeva ulteriori epiteti gravemente ingiuriosi nei confronti del direttore di gara».

Una situazione, quella riportata dal referto arbitrale, che non poteva che portare ad una lunga squalifica per il giocatore rossoblù.

«Si tratta sicuramente di un episodio molto spiacevole – commenta a caldo Luca Cappanera, allenatore del Cogoleto anche lui allontanato dall’arbitro durante il match di sabato – Brutto sia per la crescita del ragazzo che per lanostra società. Quello che mi sento di dire, però, è che il Cogoleto fino a questo punto aveva preso una sola squalifica in 14 giornate di campionato e non credo che, di colpo, i miei ragazzi siano diventati una squadra “cattiva”. Al contrario, la direzione di gara è stata molto provocatoria fin dai primi minuti, tanto che la gara si è conclusa con diversi espulsi che potevano tranquillamente non esserci, sia da una parte che dall’altra, anche tenendo conto che si giocava su un campo quasi ghiacciato e i giocatori faticavano anche solo a stare in piedi. E’ stata una partita molto equilibrata e combattuta, con il pari raggiunto nel finale e un rigore che ha scatenato molte proteste da parte nostra. In campo c’erano due squadre di giocatori esperti, tutti votati a giocare a calcio piuttosto che picchiarsi a vicenda. Anzi, voglio spezzare una lancia anche a favore di Cannistrà, espulso anche lui: lo conosco da anni come avversario e credo di non aver mai sentito di una sua espulsione. Per questo, ribadisco che l’atteggiamento dell’arbitro non mi è proprio piaciuto. Alla fine, forse, poteva anche succedere di peggio, segno che comunque i miei ragazzi hanno avuto il merito di saper mantenere la calma di fronte a una direzione di gara che ha scontentato un po tutti».

A caldo, però, Cappanera non se la sente di delineare le prossime decisioni della società, in merito ad un eventuale reclamo. «Sull’episodio incriminato – spiega – se l’arbitro l’ha registrato, credo sia giusto da parte nostra cercare di capire cosa sia effettivamente successo. Io fra l’altro ero stato allontanato perché ero uscito troppe volte dalla mia area tecnica e quindi non ho conoscenza diretta dell’accaduto. Certo, se si trattasse davvero di uno sputo, questo andrebbe ben al di là di qualche protesta. Reclamo? Ancora non lo so, vedremo quali passi eventualmente deciderà di fare la società».