I nove punti di distacco in classifica tra la sua Rivarolese e il Valdivara, non sembrano bastare a Stefano Fresia per dormire sonni tranquilli in vista della finale di Coppa Italia di domani sera alle 20.30 al “Riboli” di Lavagna. E nemmeno il 5-1 rifilato domenica scorsa al Moconesi.

«No, non scherziamo. Il 5-1 di domenica è il frutto di una partita molto particolare – spiega Fresia – Il Moconesi ci ha reso la vita difficile per quasi un’ora di gioco. Nel primo tempo non abbiamo giocato benissimo, anzi, siamo scesi in campo senza la necessaria cattiveria e poi abbiamo preso un gol che è stato come una frustata e, da lì in poi, ho finalmente visto davvero la mia squadra. La partita di domani, però, fa storia a sé, è quasi una gara senza pronostico. Loro non hanno assilli di classifica in questo momento ma entrambi giocheremo per centrare questo prestigioso obiettivo. Noi, in campionato, siamo messi abbastanza bene ma domani dovremo fare a meno di tre pezzi importanti come Sighieri, Donato e Chiarabini, che sono tre giocatori per noi fondamentali. So comunque che chi sarà chiamato in campo al loro posto farà benissimo e darà l’anima».  

«Anche i 9 punti di distanza in classifica in campionato non c’entrano nulla – prosegue Fresia – Questa è una gara secca e poi loro sono una squadra che ha meno punti di quelli che avrebbe meritato. Si sono anche rinforzati con alcuni innesti importanti come Del Padrone e Sarti, tanto per dirne due. Sono davvero una bella squadra e sarà una bella finale. L’affrontiamo con serenità e tranquillità».

Voglia di scendere in campo, quindi, senza pensare neanche un momento alla questione ricorso. «No, assolutamente. Noi pensiamo solo al campo – taglia corto Fresia – Tutto il resto non ci compete e non è nella nostra testa. Noi ci giochiamo questa finale e, tutto quello che va al di fuori del campo e della nostra competenza, lo lasciamo al presidente e al direttore, che faranno al meglio il lavoro che compete loro. Noi pensiamo solo a giocarci al meglio questa partita. E basta».