Non potevamo non chiedere un commento anche a lui, dopo la splendida vittoria della Genova Beach Soccer nei playoff di Serie B di qualche giorno fa. Cristiano Rossetti, in questa nuova avventura sulla sabbia, ci si è tuffato anima e corpo, preferendo lavorare a bordo campo, dietro le quinte, ma anche in questa veste il suo ruolo è stato determinante.

«Non possiamo che essere molto soddisfatti – ci racconta Rossetti – ma volevo sfruttare questa occasione per evidenziare il nome di due soci che non sono mai stati messi in luce come invece avrebbero meritato: Fabio Sciutti e Francesco Bruzzone. Perché a volte è giusto anche valorizzare il lavoro dei tanti ragazzi che si danno da fare».

Ma dalla lunga trasferta di Napoli, cosa avete riportato indietro (promozione a parte)? «A parte il risultato del campo – prosegue Rossetti – che ha sicuramente avuto il merito di rendere molto più dolce il lungo viaggio di ritorno, abbiamo portato a casa il solito spirito del beach: sole, amicizia, mare, divertimento e poco stress. Scendendo invece begli aspetti più squisitamente tecnici, abbiamo avuto l’occasione di vedere da vicino, qualcuno di noi per la prima volta, cosa sia davvero la Serie A, che giocava sul nostro stesso campo, dopo di noi. Abbiamo potuto vedere all’opera squadre come Terracina, che ci hanno fatto rendere conto di quanto siamo ancora lontani da quelle realtà. Loro al momento giocano ancora uno sport diverso da quello che facciamo noi. E il prossimo anno dovremo confrontarci con queste realtà e sarà questo il vero stimolo per tutti noi».

Le riflessioni di Cristiano Rossetti, poi, passano da quelle di un tecnico a quelle di un dirigente, il ruolo che ricopre in seno alla Genova Beach Soccer. «Una cosa che mi ha fatto riflettere è che, nella Serie A di beach soccer, Genova sarebbe la terza realtà come bacino d’utenza. Quindi, in un certo senso, siamo quasi obbligati ad essere competitivi anche contro realtà già sviluppate. Ma se non c’è una città alle spalle che ti dà una mano, tutto diventa più difficile. Penso all’annoso problema del campo, che adesso speriamo di aver finalmente risolto con la Vallescrivia Beach Arena, ma ci serve una mano anche dal tessuto imprenditoriale della città. Bisogna “solo” far capire alle istituzioni e alle aziende genovesi quale sia l’importanza e la cassa di risonanza che questo sport può garantire. La Liguria il prossimo anno avrà due realtà nella massima serie, come noi e il Bragno, e non credo che siano molte le regioni a poter vantare una doppia partecipazione. Questo significa che Genova e la Liguria partono come sempre un po’ in ritardo ma poi, quando ci si mettono bene, arriva come e anche meglio di tanti altri».

«Adesso però arrivano anche nuovi impegni di tipo economico – conclude Rossetti – Andremo a scontrarci con realtà che fanno questo sport da professionisti. Che dire? Speriamo che, ai tanti complimenti che ci sono arrivati da tutte le parti, faccia anche seguito la volontà di qualcuno darci una mano fattiva!»