Ci arriva in redazione una mail di una persona  che in passato subì una grave ingiustizia disciplinare per un fatto non commesso e che non ottenne mai giustizia. Noi ricordiamo l’episodio i fatti e anche la persona in questione è abbiamo pensato che fosse giusto dargli spazio.

Buongiorno,
ho letto la lettera aperta inviata dal giocatore della Voltrese in merito ad una sanzione ricevuta…premetto che non conosco il ragazzo ne i fatti ma leggendo l’articolo sono stato preso da un sentimento istintivo di solidarietà, a prescindere.

Perchè?

Molto semplice, io ormai sono alla soglia dei 50 anni e peraltro per il primo anno da quando ho iniziato (sul campo del “Ligorna B” (attuale XXV Aprile) che all’epoca era al livello di quello attualmente definito Ligorna ed aveva i pali in legno a sezione quadrata…) non sono tesserato e quindi non ho nemmeno timore di eventuali ritorsioni, ma quello che ho letto mi ha tremendamente rimandato indietro nel tempo…ad una ingiustizia analoga nel metodo ma ancora più grave ed infamante nei contenuti che ho subito in prima persona.

Era la stagione 2009/2010 e a causa di un referto arbitrale palesemente inventato nel quale mi si accusava di aver aggredito il ddg fuori dal recinto del campo, mi venne appioppata una squalifica di un anno e mezzo (poi “ridotta” beffardamente a 9 mesi a seguito del ricorso dove la commissione disciplinare pur sconfessando in tutto e per tutto le dichiarazioni dell’arbitro, lasciandomi in dote una “gestazione” da scontare non so ancora per quale motivo)…inutile raccontare i fatti dove fu il padre dell’arbitro a provocarmi insultandomi e col quale ebbi solo un diverbio,ricordare che avevo preannunciato tempestivamente al referente degli arbitri che avrebbero ricevuto un rapporto mendace visto che mi era stata “promessa” come una vendetta dall’interessato,ripensare che avevo anche a disposizione 5 testimoni oculari che però NON furono nemmeno convocati in sede di ricorso!

In quell’occasione finii pure sui giornali come un mostro che aveva aggredito un povero arbitro…e vi lascio immaginare i risvolti che questo possa aver avuto anche sulla mia vita lavorativa oltre che di immagine con chi mi conosce… ebbene ho avuto le stesse reazioni emotive di questo ragazzo, avevo chiesto alla Federazione l’autorizzazione a procedere nelle sedi legali e prontamente…mi è stata negata…alla fine anche io ho dovuto soccombere e aspettare…anche se vista l’età avrei potuto smettere e andare avanti di testa mia…forse sarebbe stato meglio.

Speravo fosse stato un caso isolato e di essere stato particolarmente sfortunato a trovare sulla mia strada un personaggio del genere…e invece rivivo oggi le stesse sensazioni… a 50 anni potevo girare pagina (cambiare articolo sul sito) e far finta di niente…ma non ce l’ho fatta…ho un bimbo di 7 anni che si sta (purtroppo?) avviando a ripercorrere le strade di quella passione che gli ho trasmesso nel dna e non posso e non voglio pensare che un domani possa trovarsi ad affrontare quella che per me è stata una delle più atroci sconfitte che abbia mai patito…

Signorotti del palazzo fate qualcosa e smettetela di arroccarvi all’interno della vostra “casta” perché davvero non è possibile sopportare queste ingiustizie o perlomeno date a tutti la possibilità di difendersi come è possibile fare in tutti gli ambiti di una società civile.

Tutto questo condannando sempre la violenza a tutti i livelli, che non ha mai fatto parte della mia persona ne sui campi di gioco ne nella vita…ma davvero così minate la credibilità di un intero movimento e fate vergognare anche coloro che scelgono di intraprendere la difficilissima carriera di arbitro con passione (e posso dire di avene conosciuti parecchi).

Firmato: un 50enne innamorato del calcio ed in particolare di un ruolo…

P.S. posso tranquillamente firmarmi ma anche riportare in modo dettagliato nomi e cognomi delle persone coinvolte a tutti i livelli…spero che oggi (e non come allora) vogliate pubblicare queste mie 4 righe buttate giù più col cuore che con la testa