Se di mezzo non ci fosse anche un pezzo, un bel pezzo anche, della credibilità della giustizia sportiva, la situazione che sta tenendo banco in Eccellenza da settimane, anzi da mesi, avrebbe più che altro i tratti della commedia. Una commedia buffa, s’intende.

Non passa settimana, infatti, che non si ritrovi sul Comunicato Ufficiale della Figc Liguria un accenno da parte del Giudice Sportivo alla questione relativa al tesseramento dei tre ragazzi nigeriani da parte del Valdivara 5 Terre.

La società di Beverino – chiariamolo subito – non ha alcuna colpa in questa situazione, anche ammesso che abbia effettivamente sbagliato (il che ovviamente è da dimostrare attraverso le carte e non solo a parole). Così come però non hanno alcuna colpa le società che, di volta in volta, hanno deciso di presentare regolare ricorso, scelta questa che è nel loro pieno diritto.

Fatto sta, però, che la lista di queste società si sta allungando settimana dopo settimana: dopo la capofila Rivarolese, ci sono stati quelli di Rapallo, Serra Riccò e adesso anche del Pietra Ligure.

Quello che lascia onestamente abbastanza stupefatti è l’impossibilità della giustizia sportiva di svolgere le proprie indagini in un tempo adeguato alle esigenze del campionato e soprattutto di prendere una decisione che scriva definitivamente la parola fine su una vicenda che assume, ogni settimana di più, dei contorni grotteschi. 

Proprio oggi, infatti, il Giudice Sportivo di primo grado ha ufficialmente rigettato il ricorso presentato dal Serra Riccò, omologa il risultato è trasmette gli atti alla procura federale per verificare eventuali illegittimita nel tesseramento dei calciatori in questione”.

Nella motivazione viene evidenziato il motivo del rigetto: “Non essendo mutato, ad oggi, il quadro probatorio, si respinge il reclamo” del ricorrente di turno. Anche questo però è opinabile, in quanto in un’intervista concessa al quotidiano La Stampa il presidente del Valdivara ha ammesso di sapere che i suoi tre giocatori hanno preso effettivamente parte al Torneo di Viareggio.

Prove e indagini a parte, comunque, a far sorridere – non ce ne vogliano i diretti interessati – è che sul Comunicato odierno, subito dopo aver respinto il ricorso del Serra Riccò, lo stesso giudice registra il preannuncio di reclamo presentato dal Pietra Ligure. Insomma, nemmeno il tempo di chiudere un capitolo di questo libro, che se ne apre subito un altro. Speriamo almeno che, presto o tardi, a questo stesso libro si riesca a scrivere la parola fine e che qualcuno provi ad indagare in maniera da poter dire: “non esistono gravi indizi e si omologa il risultato” o al contrario: “A causa di questi gravi indizi si accoglie il ricorso con le relative conseguenze”. Poi la Procura Federale farà comunque il suo corso e andrà ad indagare a fondo sul caso.