In attesa che il 2019 ci porti l’inizio del girone di ritorno, vogliamo provare a riavvolgere un po’ il nastro del campionato di Eccellenza e fare il più classico dei bilanci di metà stagione.

Cominciamo col dire che mai come quest’anno il campionato sembra ruotare intorno ad un sostanziale equilibrio, soprattutto in testa. Genova Calcio e Cairese, al giro di boa, occupano a braccetto la prima posizione dall’alto dei loro 29 punti, con un cammino identico nella sostanza ma, a ben guardare, anche molto differente fra loro: mentre i biancorossi del “principe” Balboni hanno reso il “Ferrando” un fortino quasi inespugnabile, raccogliendo fra le mura amiche 6 successi su 7 (con il solo pareggio per 2-2 contro il Finale a metà ottobre), i gialloblù di Solari hanno fatto benissimo soprattutto in trasferta. Pur mantenendo l’imbattibilità casalinga, infatti, la Cairese ha fin qui raccolto solo 3 vittorie in casa (una delle quali però proprio contro la Genova Calcio) a fronte di ben 5 pareggi. E’ in trasferta però che la musica cambia: con la Genova Calcio che vanta un ruolino di marcia di 2 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, la Cairese “sbanca” con ben 5 vittorie, nessun pareggio ed appena 2 sconfitte.

Altra accoppiata anche ad inseguire, con Pietra Ligure e Rivarolese che hanno chiuso entrambe il girone d’andata a 27 punti. La squadra di Mario Pisano ha superato l’esame, anzi i tre esami finali contro Riva, Cairese e Genova Calcio conquistando rispettivamente una vittoria (decisamente pesante, anche!), una sconfitta e un pareggio, mentre per gli Avvoltoi di Stefano Fresia l’ultima giornata del 2018 ha portato un successo scaccia-crisi importante, dopo due ko difficili da mandare giù contro il 6-1 di Pietra e il 3-0 nel derby contro la Genova Calcio. Per entrambe, le possibilità di re-inserirsi nella lotta per il primato ci sono ancora tutte ma, soprattutto per la Rivarolese, servirà un deciso cambio di passo rispetto a quello tenuto da metà novembre in poi: 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte.

A 26 punti poi troviamo la “squadra formichina” del torneo: l’Imperia. I nerazzurri, dopo la sconfitta nell’esordio settembrino contro il Valdivara 5 Terre, hanno sempre messo punti in carniere, conquistando 6 vittorie e 8 pareggi, passando indenni anche tutti i big match del girone d’andata. A 3 punti dalla coppia di testa, insomma, l’Imperia può sicuramente ancora dire la sua. Subito sotto, a quota 25 punti, c’è il Vado, “la squadra più pazza del mondo” se ci consentite il paragone con il famoso film con Leslie Nielsen. Capace di incassare sei schiaffoni complessivi in due settimane contro Pietra Ligure e Genova Calcio, di non andare oltre il pari in casa del giovanissimo Molassana e poi, come se nulla fosse, di chiudere il 2018 rifilando 4 (e dico 4!) sberle alla capolista Cairese. Se ci mettiamo poi che l’arrivo di un pezzo da novanta come Edo Capra nel mercato invernale ha galvanizzato a dovere tutto l’ambiente rossoblù, ecco che appare chiarissimo come la squadra allenata da Luca Tarabotto non possa assolutamente essere esclusa dal novero delle possibili pretendenti allo scettro finale del campionato.

Proprio l’ormai ex squadra di Capra, il Finale, chiude il 2018 al settimo posto in classifica, con 23 punti. Miglior difesa del campionato con appena 15 gol fin qui subiti, ai giallorossi è mancata soprattutto la continuità di rendimento in questo girone d’andata, motivo per il quale al giro di boa si ritrovano forse fuori dai giochi che contano ma l’Effetto Coppa Italia potrebbe rimescolare ancora una volta le carte in tavola.

Discorso differente invece per il Busalla. La formazione di Cannistrà era partita decisamente bene, per poi abbassare via via il rendimento del proprio motore. Il campionato dei valligiani resta comunque positivo, anche se con un pizzico di quel non so che in più, forse, avrebbe potuto essere davvero sorprendente. E in questo senso, le ultime due sconfitte contro Finale e Rapallo di certo non aiutano… Resta comunque il fatto che il Busalla è forse la squadra che, in assoluto, ha saputo più di tutte vender cara la pelle nelle sfide contro le big del torneo, eccezion fatta per il brutto scivolone contro la Genova Calcio.

Trio assolutamente eterogeneo invece se si scende a quota 18 punti: Baiardo, Rapallo e Ventimiglia, in rigoroso ordine alfabetico, sono tre squadre dagli scenari completamente differenti. Dai frontalieri forse sarebbe stato lecito attendersi qualcosina in più, soprattutto in attacco visto che sono andati a segno “solo” 15 volte, con Matteo Galiera topscorer con 4 reti. E la partenza del giovane Alessio Salzone (cannoniere della scorsa stagione con 13 reti all’attivo) ha di certo pesato. Alla ripresa del campionato, per il Ventimiglia ci saranno tre scontri diretti con Busalla, Alassio e Valdivara, tre gare da vincere per alzare finalmente l’asticella della stagione.

Chi l’asticella l’ha già alzata da tempo, è invece il Baiardo. La partenza a motore ingolfato di inizio stagione è solo un lontano ricordo, le paure da neopromossa sono ormai del tutto svanite e ora, complice anche l’arrivo in panchina di un tecnico navigato e capace come Baldi, hanno la consapevolezza di poter dire la loro a pieno titolo in chiave salvezza. Manca ancora qualcosa, soprattutto in trasferta dove non è ancora arrivata la prima vittoria dell’anno, ma fra le mura amiche i neroverdi hanno saputo costruire la propria rimonta, issandosi in classifica grazie anche a qualche colpo niente male, come la vittoria su Vado e Rivarolese e il pareggio imposto alla Genova Calcio.

Capitolo Rapallo. L’arrivo di un bomber come Beppe Bertuccelli ha sicuramente alzato l’attenzione generale, anche perché lui si è subito presentato con tre reti in poche gare. Adesso però è il momento di provare a superare l’esame di maturità: nelle prime 6 giornate del girone di ritorno, i bianconeri si troveranno a sfidare il Vado (già domenica alla ripresa del campionato), il Pietra due settimane dopo, la Rivarolese alla 20ª e poi la Cairese alla 21ª. Un mese e mezzo, insomma, per capire e per far capire di che pasta si è fatti.

Eccoci quindi alla “zona rossa” della classifica, che comincia con l’Alassio, a 16 punti. Per le Vespe – i numeri non mentono mai! – il problema maggiore è sicuramente la tenuta difensiva: le 33 reti fin qui subite relegano l’Alassio al non invidiabile ruolo di seconda peggior difesa del torneo, alle spalle del solo Valdivara 5 Terre. Va detto però che la buona media realizzativa ha in buona parte mitigato questa difficoltà, portando a segno la bellezza di 10 giocatori. Solo la Genova Calcio ha saputo fare di meglio, con 12 nomi presenti in classifica marcatori. E, guarda caso, saranno proprio queste due “cooperative del gol” a tenere a battesimo il rispettivo 2019: domenica infatti c’è Alassio-Genova Calcio.

E se per l’Alassio sarà un debutto difficilissimo, che dire di quello che attende l’Albenga? Domenica, in casa contro la Cairese, poi sette giorni dopo trasferta al “Ferrando” per sfidare proprio la Genova Calcio e, a seguire, lo scontro salvezza con il Molassana. Per gli ingauni le difficoltà maggiori sono sicuramente sotto porta, con i soli 14 gol segnati e il ruolo di topscorer bianconero di Calcagno, con 4 gol all’attivo. 

“Se Atene piange, Sparta non ride” verrebbe da dire guardando alla situazione realizzativa del Molassana, che segue i bianconeri a quota 13 punti in classifica. In casa rossazzurra le reti segnate sono state appena 8 fino ad oggi, con un lungo digiuno durato dal minuto 23′ della sfida contro il Finale (vinta il 4 novembre, per 1-0 appunto, grazie alla rete di Cocurullo) fino al minuto 75′ della gara contro il Vado (1-1 il 16 dicembre scorso). Un’astinenza dal gol durata ben 592′ (recuperi esclusi). Il dato sicuramente positivo, però, è che la difesa regge l’urto, avendo chiuso il girone d’andata con solo 20 reti al passivo, una media in linea addirittura con quella tenuta dalle squadre di vertice. La ripresa del campionato, poi, metterà a dura prova i ragazzi di Alfio Scala: domenica la Rivarolese, poi a seguire subito testa alla sfida casalinga contro il Pietra Ligure e, due settimane dopo, Cairese e Genova Calcio una dietro l’altra. Insomma, le quattro teste di serie nel giro di poco più di un mese.

A chiudere la pattuglia delle squadre a caccia di punti per evitare l’ultimo posto troviamo la Sammargheritese. A penalizzare la squadra di mister Camisa, fin qui, è certamente il rendimento esterno, dove spicca un’unica vittoria, ottenuta proprio all’ultima del 2018 nel fondamentale match-spareggio contro il Valdivara 5 Terre: un 3-2 fondamentale per evitare il sorpasso e, con esso, lo spettro dell’ultima piazza e lasciando i diretti concorrenti a -4. Le difficoltà societarie, con il conseguente esodo di dirigenti e giocatori verso altri lidi, non hanno certo giovato anche se il mercato in entrata ha, in qualche modo, tamponato la situazione. Certo è che il girone di ritorno sarà senza dubbio in salita per la formazione di Beverino.