Dal Centro Tecnico di Valdebebas, sede della Ciudad Real Madrid, il centro sportivo delle merengues, agli spogliatoi del “Sanguineti” di Albaro o dei poli di Viale Gambaro e di via Prasca, il passo è più breve di quel che si possa immaginare. Provate a domandarlo a Francesco Guernieri, oggi coordinatore tecnico per l’attività di base dell’Athletic Club, fresco reduce da uno stage proprio nella struttura che ospita la Cantera del Real.

«Lavoro da circa 12 anni nelle Scuole Calcio – ci racconta lo stesso Guernieri – Ho preso i patentini Coni Figc e Uefa B e sono sempre in contatto con i miei colleghi per sedute formative ed aggiornamenti tecnici. Lo scorso anno sono stato inserito nello staff del Clinics Real Madrid, il gruppo di allenatori che lavorano nei campi estivi organizzati dalla società spagnola qui in Italia e così, lo scorso weekend, sono stato ospite del Real per uno stage di aggiornamento. Un momento di grande importanza perché permette di confrontarsi con allenatori professionisti ed accrescere le proprie competenze per poi trasferirle anche a chi, qui all’Athletic Club, lavora con me. E’ un po’ una sorta di prendere per poi dare ad altri, insomma».

Un’esperienza più unica che rara per lo stesso Guernieri che, da questi giorni nella capitale spagnola, è tornato più carico di prima. «Abbiamo visitato il Centro Sportivo di Valdebebas – racconta – dove si allenano, una accanto all’altra, tutte le squadre, dalla scuola calcio fino alla prima squadra, dai più piccolini su, su fino a Cristiano Ronaldo. Si tratta di un impianto fatto a scala, anche visivamente, nel senso che le costruzioni e i campi sono disposti a scala, proprio a ribadire il percorso che ogni bambino deve fare, gradino dopo gradino, per arrivare fra i campioni. Poi abbiamo condotto delle sedute di aggiornamento, sia in aula che sul campo, con gli istruttori del Real Madrid, per un aggiornamento tecnico specifico per noi che dovremmo poi lavorare nei campi estivi 2018. La principale novità è nel ruolo del portiere, che spesso si allena a parte rispetto alla squadra. La tendenza oggi è invece quella di inserirlo sempre più nelle dinamiche e nelle metodologie di allenamento del resto del gruppo, un trend questo che, nei limiti del possibile, vorrei provare a portare anche nelle nostre piccole società, così da permettere al portiere di condividere sia gli aspetti tattici che quelli metodologici dei nostri allenamenti».

Un vero e proprio aggiornamento in salsa Galacticos, quindi, che però potrebbe trovare grandi applicazioni anche nelle scuole calcio di casa nostra. Un po’ come succede per le auto: le grandi innovazioni vengono pensate ed applicate in Formula 1 e poi, con i dovuti adattamenti, trovano applicazione pratica anche nelle auto che guidiamo noi comuni mortali.

«E’ proprio con questo spirito che nasce la mia collaborazione con l’Athletic Club, fortemente voluta sia dal presidente Sergio Imperato che da Fulvio Ganci e dal professor Andrea Molinelli, presidente della Scuola Calcio. Hanno voluto la mia presenza proprio per far sì che io riuscissi a trasmettere queste conoscenze ai ragazzi, attraverso però l’interazione con i loro istruttori.  In questo modo, sono questi ultimi a veicolare le mie esperienze, lavorando con i ragazzi nella maniera più adeguata alla loro età e alle loro esigenze specifiche. L’obiettivo è soprattutto quello di creare una metodologia uniforme in tutta la Scuola Calcio, che tenga conto dello sviluppo dei nostri atleti, più o meno giovani, secondo le loro fasce d’età».