Il cuore e buone giocate non bastano per la GBS, 11-4 il finale nel match di giornata alla beach arena di Alghero. I ragazzi di mister Ragni vendono cara la pelle ai campioni d’Italia, il passivo finale è frutto di alcuni errori evitabili. Il Catania nella propria rosa vanta 3 nazionali brasiliani, 3 nazionali italiani, lo svizzero Ott e il portiere del Portogallo Andrade (ex portiere del Marsiglia, Ligue 1 francese).

Pronti, via e dopo 8 secondi è già rigore per il Catania: tira Palmacci che porta avanti i siciliani. La Gbs ha l’occasione di pareggiare con Fassone ma Andrade è attento sul tiro libero del fantasioso numero 20. L’occasione è però il preludio al goal, che arriva con Cammaroto con un tiro da lontano che centra l’incrocio. Il Catania spinge ma trova sulla sua strada un Giovinazzo sempre attento. Nel finale di tempo, uno-due micidiale degli etnei con i due nazionali Corosiniti e Palazzolo (eurogoal il suo) e il passivo sale a 3-1.

Ancora GBS in avanti ma il Catania fa poker con un rigore di Zurlo. Tempo di battere al centro e Luca Malinconico firma il 4-2. Catarinho è imprendibile e in pochi minuti porta il Catania sul 6-2. Palmacci fa 7-3 sul finire di tempo. C’è ancora tempo per la sfortuna per i ragazzi di mister Ragni, Cammaroto centra prima una traversa e poi un palo su tiro libero.

Fassone accorcia subito su schema d’angolo e fa 7-4 ma poi il Catania chiude i conti con altre 4 reti (2 molto fortunose, aiutate da altrettanti rimbalzi sulla sabbia), dimostrando comunque di essere la squadra da battere in questa Coppa Italia.

“Oggi abbiamo affrontato quello che di meglio offre oggi il beach soccer a livello mondiale e per una società giovane come la nostra è sicuramente una grande soddisfazione – commenta Daniele Brema – Importantissimo poi a livello tecnico tattico affrontare squadre di questo livello, per poter capire il nostro effettivo valore e dove e quanto ancora ci sia da lavorare. Attenzione però a non commettere l’errore di pensare che tra noi e Catania ci siano “solo” 6/7 goal di differenza. La distanza è tanta – prosegue Brema – ma questo deve essere solo uno stimolo e una sfida per continuare a faticare e sudare per migliorarci sia in campo che a livello organizzativo societario. Ci tengo comunque a fare i complimenti alla società per i passi avanti fatti in questi anni e per la passione trasmessaci. La sconfitta di oggi? Onestamente penso che non si potesse fare molto di più. Magari si poteva evitare qualche goal o farne qualcuno in più se la fortuna ci avesse assistito su qualche palo o traversa. Ma quello che conta è riuscire ad essere rimasti in partita a livello di testa, di attenzione, di voglia, a fare quello che abbiamo provato nelle settimane prima in allenamento. Da qui bisogna ripartire”.