Si parla spesso di insegnamenti da trasmettere ai giovani calciatori, di rispetto degli avversari e dell’arbitro ma, purtroppo, ancor più spesso si sente parlare di risse in campo o sugli spalti, gesti violenti nei confronti dei direttori di gara o dei giocatori dell’altra squadra, anche da parte di atleti giovanissimi.

Alla fine, per fortuna, c’è chi ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Ci ha pensato la Novara Academy, centro di formazione calcistica del Novara Calcio. Ogni settimana, la società assisteva quasi impotente alle intemperanze di alcuni elementi della propria formazione Under 17, con risse e gesti di maleducazione che, puntualmente, decimavano la squadra con espulsioni e sanzioni disciplinari. E così si è arrivati alla decisione di ritirare la squadra dal campionato.

Un gesto estremo ma che la dice lunga sulla frustrazione e l’impotenza delle società di fronte a questi episodi di maleducazione. «Le scorrettezze erano all’ordine del giorno – ha dichiarato il presidente dell’Academy Novara, Antonio Sarchiello, a La Repubblica – E’ capitato che in alcune partite le espulsioni fossero più d’una. E in alcuni casi siamo stati costretti ad assistere anche a insulti e minacce nei confronti degli arbitri».

Prima di prendere la decisione estrema, poi, la dirigenza aveva provato a parlare sia con i ragazzi che con i loro genitori, cercando di riportare la situazione alla normalità ma non c’è stato nulla da fare. «E’ un segnale che vogliamo dare ai  nostri ragazzi, ma che speriamo possa essere utile a tutti i giovani che fanno sport – ha proseguito il  presidente Sarchiello – In campo ci si deve comportare con correttezza. Sempre!».

Un gesto, insomma, che vuole innescare una riflessione più ampia da parte di tutti, ad ogni latitudine. E noi vogliamo proprio prendere spunto da quanto successo a Novara per lanciarvi la palla: decisione giusta? O, come sostiene qualcuno, così facendo si puniscono anche i ragazzi che si sono sempre comportati bene? E voi, cosa avreste fatto?