Un campionato a rendimento crescente per la Cdm Genova che, dopo il ko interno contro il Mantova e il pareggio in trasferta sul campo del Milano, centra la prima storica vittoria della propria storia in Serie A2, battendo il Bubi Merano per 5-2.

Il vantaggio dei padroni di casa arriva al 12′ con Mazzariol che pesca benissimo Foti centralmente, il controllo del numero 3 non è perfetto ma manda in tilt mezza difesa ospite, con il pallone che carambola ancora sul piede di Foti che deve solo spingerlo in rete. Dall’altra parte del campo c’è però un bomber del calibro di capitan Beregula. Il brasiliano si gira in un fazzoletto e fulmina Foti per l’1-1.

La Cdm è però sicuramente più in partita e trova il nuovo vantaggio con Ortisi che, ben appostato sul secondo palo, devia in rete il tiro potente di Mazzariol dalla distanza, superando ancora Vanin per il 2-1. La gioia del Paladiamante viene però strozzata subito: Rafinha dalla destra prova un tiro piuttosto telefonato, Pozzo si lancia per bloccare ma Luan Costa devia la conclusione, mettendo fuori causa il proprio portiere.

La reazione della Cdm è veemente e porta al tiro prima lo stesso Luan Costa e poi Pizetta ma Vanin blinda la porta e si va al riposo sul 2-2.

Nella ripresa, Pozzo sfodera un paio d’interventi salvatutto, prima su Mustafov e poi sulla botta secca di Beregula. Ortisi decide allora che è arrivato il momento di prendere per mano la squadra, da vero capitano: si libera di Caverzan e, da posizione molto defilata a destra, prova il tiro. Vanin ribatte ma non trattiene, Leandrinho è più lesto di tutti e scaraventa in rete il 3-2.

Azione del tutto simile poco dopo: Ortisi costringe Vanin alla respinta e Foti firma il 4-2 con un tapin sotto misura. Il Bubi tenta il tutto per tutto col portiere di movimento ma così facendo permette a Yuri Pozzo di mettere la ciliegina sulla torta della propria prestazione perfetta: tiro bloccato a Mustafov, rinvio immediato e palla che si insacca nella porta sguarnita per il 5-2 finale.

Tre punti preziosi che, uniti ai risultati in arrivo dagli altri campi, innalzano la Cdm addirittura al quinto posto in classifica, in compagnia di corazzate come L84 e Corré Chiuppano.

«Una sensazione bellissima – commenta a caldo Michele Lombardo, tecnico della Cdm – E’ un po’ come quando fai gol. Qualcuno dice che sia un po’ come quando fai l’amore… Oggi la nostra vittoria è stata proprio così ma questa vittoria è della società ma soprattutto dei ragazzi perché sono loro che, in settimana, lavorano duro e credono in sé stessi e in quello che fanno. In settimana abbiamo lavorato bene, abbiamo preparato bene la gara ma e’ stata dura perché nel primo tempo siamo sempre stati avanti e sempre recuperati. Poi però non siamo calati mentalmente com’è successo invece in altre partite. Siamo stati sempre sul pezzo, l’abbiamo tenuta sempre sul filo, non mollando mai. E poi le gare si vincono proprio così, specialmente in casa: con tanta cattiveria agonistica. Dobbiamo capire che in casa nostra non bisogna far sconti a nessuno, i nostri punti dobbiamo farli qui in casa nostra».

Anche oggi, dopo il gol del 2-1, avete subito immediatamente il gol del nuovo pareggio… «Sul gol di Ortisi, nel primo tempo, mi sono girato verso la mia panchina e ho detto “Adesso non dobbiamo prendere gol subito”. E invece così è successo. Probabilmente soffriamo un calo di tensione, di pochi secondi ma che ci è già costato caro troppe volte e dobbiamo migliorare su quest’aspetto. Poi dopo l’intervallo ci siamo rimessi in riga, ci siamo riorganizzati e abbiamo fatto benissimo le due fasi, sia pressando che abbassandoci. Poi è stata dura, con loro in campo col portiere di movimento per ben 7 minuti, senza peraltro concedere niente, nemmeno un tiro in porta. Ma chi mi conosce lo sa, io sono meticoloso ma poi alla fine sono i ragazzi a scendere in campo e a mettere in partita tutto quello che prepariamo nel corso della settimana».

Oggi un’ottima prestazione di tutti, segno di uno spogliatoio unito, che rema davvero nella stessa direzione. «Lo spogliatoio è unito e il clima è fantastico – conclude Lombardo – Non so se sia merito mio o della società ma è dallo scorso anno, nonostante i tanti nuovi giocatori arrivati in estate, che il clima nello spogliatoio è rimasto tale. E anche quelli che io chiamo i “big dello spogliatoio” aiutano chi gioca meno o chi non gioca proprio. Giocatori però che ci danno la possibilità durante la settimana di fare un certo tipo di allenamento, con una certa intensità e un certo impegno. Per questo dico sempre che tutti sono utili alla causa, anche chi oggi era fuori. Ho fatto delle scelte ma questa vittoria è soprattutto loro: di chi era in campo e anche di chi non c’era».