Classe 1979, nella lunga estate degli addii al calcio giocato, anche la bandiera del Ca de Rissi Alessio Fregosi ha deciso di appendere le scarpette al chiodo. Con un pizzico di emozioni, Alessio ripercorre tutta la sua carriera lunghissima, i momenti più belli e quelli un po’ più mesti che capitano a tutti, anche ai grandi campioni.
<Ho iniziato le giovanili del NAG tra Baiardo e Molassana, con i mister Totò Lignani, Masia, Cannella ed Alfio Scala, con il quale sono andato alla Concordia, una bellissima esperienza, la mia prima avventura nel calcio dei grandi. Poi Torriglia, San Gottardo, Valbisgano, Scoffera con il “grande” Errichiello e per finire il Ca de Rissi, più che una squadra è una famiglia, il cui leader carismatico è Piero Graffione. A lui nacque l’idea di riunire i vecchi amici del Molassana quando eravamo ragazzini. E sono stati quattro anni indelebili, sono orgoglioso di aver portato al braccio la fascia di capitano, con il gruppetto storico che abbiamo condiviso il campo, vacanze, cene e tanto altro ancora. Il calcio ti fa davvero scoprire persone meravigliose. Devo solo dire grazie a questo sport, ho passato dei momenti stupendi, persone fantastiche come Gadau e Casi, per esempio, gli amici di Torriglia, mio “fratello” Luca Quartesani, il “fratello” di una vita intera>.
Fregosi parla anche del suo futuro: <Mi metto a disposizione di mister Lamuedra e del vice allenatore Serravalle per portare quel piccolo contributo che davo in campo quando correvo per tutti visto che tecnicamente non ero un “fenomeno”, ma ero un generoso. Farò capire ai nuovi arrivati cosa è il Ca de Rissi, il saper stare in campo, il trasmettere ai ragazzi il “fare” gruppo con tutti e da qui nascono delle eccezionali amicizie. Il momento più bello? La vittoria ai play off in Terza Categoria contro la Bolzanetese con mister Groppi in panchina, nel giorno del mio compleanno. Il più brutto? La sconfitta ai play off in questa stagione. Un grazie anche alla mia compagna e alla mia famiglia da parte del “CAPITAN IL FREGO”>.

Ecco le parole del patron Piero Graffione sul “Frego”: <Quando, il giorno della finale play off, Alessio mi disse che era quella la sua ultima partita da giocatore, è nata immediatamente l’idea condivisa di non voler perdere una persona importante come lui all’interno dello spogliatoio. per questo abbiamo deciso di comune accordo di rimanere in società.

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