Cristian Pisani, una vita alla Superba: il tecnico infatti inizia, cresce e matura come tecnico proprio della Superba (prima Amicizia Lagaccio), partendo però dalle scuole giovanili. Una gavetta importante che, come lui stesso afferma, è stata una fase importantissima per la sua crescita come allenatore, prima di essere catapultato nel ‘calcio dei grandi’ (subentrando a Sciutto nella stagione 2015/2015). Con la nascita della Superba (2017), le cose sono andate sempre meglio: la società genovese infatti ha sempre lottato nelle zone alte della classifica… non riuscendo mai a raggiungere la vetta. Per questo gli amici, scherzando, lo chiamano “eterno secondo”. Ma nessuno gioca mai per il secondo posto… e infatti il sogno, l’obiettivo di Cristian Pisani è quello di riuscire a portare la Superba in Promozione. Il futuro? Si vedrà…

 

Molto facile con te ripercorrere la tua carriera da allenatore, praticamente da una vita in questa società.

“Sono alla Superba (Lagaccio, ndr) da una decina d’anni circa, e ho iniziato il mio percorso da allenatore proprio qui, con i bimbi del settore giovanili. Per me questa gavetta nella scuola calcio è stata fondamentale… e poi i bambini sono molto più ‘spugne’ dei grandi: ti danno tantissima soddisfazione, non necessariamente dal punto di vista del risultato sportivo, ma quanto per le cose apparentemente più semplici. Vedere un bambino che a inizio anno non sa stoppare un pallone e poi, vedere lo stesso bambino riuscire persino a palleggiare a fine stagione, non ha prezzo. Questa società la sento casa mia: quando varco il cancello conosco tutti, dal bambino 2014 ai genitori… è diventata una famiglia per me”.

Quando hai esordito in prima squadra?

“Sono subentrato a Sciutto l’anno in cui la società ha deciso di allontanarlo: eravamo in Promozione e siamo riusciti a salvarci. Quell’anno la società decise di confermarmi (qui l’articolo del 2015), e così grazie ad Alfio Scala mi fu affidata la panchina anche per la stagione successiva… panchina su cui siedo ancora oggi. A dire la verità, la prima avventura non è andata benissimo: ricordo ancora con amarezza che perdevamo sempre al 90esimo, e non me lo spiego ancora adesso. Da quando siamo diventati Superba, ci siamo ritrovati e stiamo andando bene”. 

Qual’è invece la stagione che ricordi con maggior piacere?

“Beh, la prima, quella di cui ti ho appena parlato: entravo nel mondo del ‘calcio dei grandi’ per la prima volta, senza esperienza perché allenare i bambini è molto diverso rispetto ad allenare una prima squadra. Devo ringraziare Scala e Barsacchi, che mi hanno dato fiducia e mi hanno aiutato molto, instradandomi in questo mio percorso da allenatore. Un’altra stagione che ricordo con piacere è anche la prima dopo la nascita della Superba: abbiamo fatto un buon campionato e sono felice perché stiamo crescendo anno dopo anno”.

 

cristian Pisani

Cristian Pisani allenatore, quando la Superba era ancora Amicizia Lagaccio

 

Quali sono da allenatore i primi concetti che cerchi di trasmettere ai tuoi giocatori? Qual’è la base su cui basi la tua idea di gioco?

“Parto sempre dal grosso presupposto che il calcio, come lo sport in generale, dev’essere un divertimento: in queste categorie, i ragazzi arrivano ad allenamento dopo una giornata di lavoro o all’università. Se li metti su un campo a correre tutto il tempo si esauriscono! Quindi preferisco basare il lavoro settimanale su esercizi con la palla, ricreando situazioni di gioco; e poi naturalmente la partita non può mai mancare. Nel mio percorso da allenatore è fondamentale la leva ’98: con loro ho iniziato un percorso quando li allenavo come Allievi insieme al mio collaborato Ciro Mattera. Me li sono portati tutti in prima squadra: i ragazzi nuovi che sono arrivati, giocatori di grande esperienza, naturalmente ci hanno dato qualcosa in più ma ho cercato di farli integrare nel gioco ormai consolidato dei ’98. A loro devo chiedere poco, perché sanno già tutto: sono fortunato perché calcisticamente parlando, ho avuto la possibilità di crescerli sin da giovanissimi”.

Ci sono allenatori, fra i dilettanti ma anche tra i professionisti, da cui trai ispirazione?

“Cerco di rubare qualcosa a tutti. Il calcio è una cosa molto personale, ognuno ha le sue idee, giuste o sbagliate che siano. Per esempio, noi a volte ci alleniamo insieme al Nuova Oregina, e durante gli allenamenti mi giro per guardare cosa fa anche Paolo Gallitto: osservo tutti, cercando di capire se posso inserire qualcosa nel mio modo di allenare. Allenatori bravi ce ne sono davvero tanti… e lo dimostra il fatto che quasi tutti i nostri campionati siano sempre molto combattuti: questo è merito dei ragazzi che scendono in campo, ma anche di bravi allenatori. C’è quella giovane generazione composta da Stevano, Caorsi, Sarpero, Urru, Ragni… trasmettono voglia di fare e un bel calcio alle proprie squadre. Tra i professionisti credo che Guardiola sia il top: da tifoso della Sampdoria mi piace molto anche Giampaolo, e allo stesso modo anche Gasperini. Li osservo cercando di sviluppare i miei pensieri”.

Il mondo del calcio fa amici e nemici… per te com’è il bilancio?

“Assolutamente più amici: è ovvio che in campo, nei novanta minuti qualche scaramuccia possa sempre venirsi a creare… fa parte del gioco, ci sta nella tensione. Finita la partita però cerco sempre di tendere la mano a tutti. In questo senso, ammiro molto il terzo tempo di Alex Bazzigalupi con il suo Multedo: quando abbiamo giocato contro di loro, è stata una bella partita, tosta… ma dopo il triplice fischio, eravamo tutti insieme a mangiare la pizza e bere vino. Poi ho trovato amici e compagni di stadio come Stevano, Urru, Caorsi, Sarpero, con cui ho fatto anche qualche trasferta; e poi Ragni, che però tifa l’altra squadra… con i ragazzi sono un cretino, mi affeziono a tutti: quando sono costretto a fare delle scelte, magari non potendo confermare qualcuno, ci rimango malissimo. Se fosse per me, avrei una rosa di cento ragazzi”.

Se potessi tornare indietro, c’è qualcosa che non faresti?

“Sì, non rifarei la stessa formazione che ho fatto in occasione della partita contro il San Desiderio quest’anno. Abbiamo perso 3-2, ed è colpa mia: mi assumo io tutta la responsabilità di quella sconfitta perché ho sbagliato la formazione”.

Quest’anno ennesimo campionato al vertice, però ogni volta vi manca pochissimo per centrare la posta grande…

“Nel gruppo che ho con i vari allenatori che ti ho citato prima, mi chiamano eterno secondo“! Scherzi a parte, tutto sommato il bilancio di questa stagione è stato più che positiv. L’obiettivo iniziale che ci eravamo prefissati era quello di fare un punto in più della scorsa stagione (60 punti): mancando nove partite, credo che lo avremmo potuto raggiungere. Quest’anno il campionato era veramente tosto, con squadre ben attrezzate come Voltrese, Bargagli, Anpi (e inizialmente, ci mettevo dentro anche il Mignanego) e Multedo, forse la sorpresa/non-sorpresa di questo girone. Prima dello stop eravamo a cinque punti di distanza dalla Voltrese prima in classifica, il campionato era ancora aperto: sia noi che l’Anpi secondo me avremmo continuato a tenere il passo della Voltrese sino alla fine. Siamo soddisfatti: naturalmente, giochiamo sempre vincere, e sono sicuro che con il tempo arriveremo a ottenere quel benedetto primo posto, raggiungendo la Promozione“.

Parlando dello stop, a giorni dovrebbe/potrebbe uscire lo stop ufficiale dei campionati dilettantistici. Che idea ti sei fatto?

“Non vorrei trovarmi nella posizione di chi deve decidere. Sono sincero, credetemi, lo direi anche fossi stato prima: non so quale sia la scelta giusta, ma a me va tutto bene. Ci siamo trovati dentro una situazione più grande di noi, il calcio in questi casi deve venire dopo. Giusto che si fermi il campionato… come si debba procedere per promozioni e retrocessioni è davvero difficile: qualcuno sarà scontentato, congelando i campionati forse rischi di compromettere la situazione soprattutto dei campionati giovanili. Forse la scelta migliore potrebbe essere quella di far salire le prime e bloccare le retrocessioni”.

Qual’è il futuro di Cristian Pisani? Rimarrai alla Superba?

“Sicuramente sarò sempre su un campo ad allenare: per me il calcio è passione, ho tanta voglia di continuare e spero di vedermi sempre lì. Vi dico la verità, qualche chiamata negli ultimi mesi l’ho ricevuta, ma ho rifiutato sempre tutto. Non ho mai pensato di andare via, perché il sogno è quello di portare la Superba in Promozione. Poi, si vedrà…”

 

 

cristian pisani

Cristian Pisani, allenatore della Superba, è il nostro Uomo del Giorno

 

 

 

 

 





 


 

Cristian Pisani in “L’Uomo del Giorno”, la rubrica di Dilettantissimo dedicato alle grandi personalità del nostro calcio dilettantistico ligure

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