Il prossimo anno sarà il suo 30° da allenatore: Gianni Siri ormai è un veterano delle nostre categorie, perché, come lui stesso ci conferma, ha guidato dalla panchina praticamente in ogni campionato: gli mancherebbero infatti solo i due antipodi, la Terza Categoria e la Serie D. Nel suo passato, tra le altre, ha allenato Valdivara, Rivasamba, Corniglianese, Bolzanetese, Bargagli… e oggi si trova alla Ruentes, una delle grandi sorprese del Girone C di Prima Categoria. Eh sì, perché in una situazione normale, senza due squadre che potremmo definire ‘aliene’ come Borzoli e San Cipriano, i punti accumulati avrebbero permesso ai ruentini di lottare per la prima posizione, o quantomeno per i play off. Andiamo allora ad ascoltare Gianni Siri in questa intervista realizzata per “L’ Uomo del Giorno”.

 

Ormai sei un veterano nel nostro calcio dilettantistico.

“Il prossimo, sarebbe stato il mio 30° anno come allenatore. Ho iniziato veramente presto (28 anni) con i settori giovanili, che ho allenato per circa otto anni; poi ho cominciato con le prime squadre in Seconda Categoria con il Sant’Ambrogio (società che purtroppo oggi non esiste più), e da lì poi ho girato tanto: Corniglianese, Sampierdarenese, Valdivara, Rivasamba… ho fatto praticamente tutte le categorie. Mi manca la Serie D, ma soprattutto mi manca la Terza Categoria, che tra l’altro vorrei fare perché non è secondo me da sottovalutare come esperienza per un allenatore”.

Hai molte stagioni fra cui scegliere, e allora: te ne chiedo una che ti sia rimasta nel cuore, e una invece che, se si potesse tornare indietro nel tempo, non rifaresti o cambieresti qualcosa.

“La stagione che mi ha dato più soddisfazioni è sicuramente la salvezza agguantata con la Corniglianese in Promozione. Un rimpianto forse ce l’ho: non essere rimasto al Valdivara dopo la promozione in Eccellenza. Invece che rimanere con loro, ho accettato di andare al Rivasamba, non so perché ma mi allettava… invece, è stata una delusione. Sicuramente non ho nulla da dire alla società che mi ha sempre trattato bene, però se potessi tornare indietro forse rimarrei al Valdivara”.

E oggi, eccoti alla Ruentes. Che ambiente hai trovato?

“Ho trovato un ambiente fantastico, dove ho la possibilità insieme alla società di gestire la situazione e poter contare su una rosa completa, formata da ragazzi del posto, qualche giovane e qualche giocatore d’esperienza e da categoria superiore. Poi vabbè, abito a cinquanta metri dal campo“.

 

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Gianni Siri, allenatore della Ruentes, ai microfoni di Dilettantissimo (stagione 2019/2020)

 

Una Ruentes che stava disputando un campionato assolutamente positivo, prima dell’interruzione.

“Sì, abbiamo totalizzato un punteggio che in altri gironi ci sarebbe persino valso il primo posto (nel girone A ad esempio, ndr): davvero un peccato che sia terminata. Un grosso merito in primis va ai ragazzi, che hanno saputo fare gruppo per ottenere questi risultati; all’aver riconfermato giocatori che, secondo me, c’entrano poco con queste categorie; alla società che è sempre presente e a disposizione per qualsiasi cosa; e un ringraziamento speciale va al mio allenatore in seconda, Marco Punzo. Ormai sono undici anni che lavoriamo insieme, e per me è il numero uno, sia dal punto di vista della preparazione atletica, sia per il suo modo di approcciare e rapportarsi con i ragazzi”.

Cosa cerchi di trasmettere per prima cosa ai tuoi giocatori? Hai dei modelli, nel calcio dei dilettanti e in quello professionistico?

“Ai miei ragazzi cerco di trasmettere tutta la grinta che ho dentro io. Il gruppo poi in queste categorie è fondamentale, a discapito di ogni schema o allenamento: i risultati arrivano se c’è unione. Ed è stata un po’ la mia fortuna: ho vinto qualche campionato così, con gruppi uniti e coesi. Un allenatore (che purtroppo è mancato) a cui ho sempre cercato di rubare qualcosa è Gianfranco Stoppino: mi ha dato una grossa mano, alla Corniglianese ero ancora inesperto e lui mi ha dato moltissimi suggerimenti. Tra i professionisti mi piace molto Massimiliano Allegri e da grande tifoso del Cagliari Rolando Maran: non ho origini sarde, molti me lo chiedono quando dico che tifo Cagliari. È una grande passione, una malattia”.

 

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Gianni Siri (ph: Hals Snaps Photography)

 

Un giocatore a cui sei rimasto particolarmente legato? Il più forte invece che hai allenato?

“Sono molto legato affettivamente a Ruocco, che ormai non so per quanto giocherà ancora. E poi sicuramente ti dico tutti i ragazzi della Ruentes: Grilli, Alfonsi, Privino… e tutti i giovani… sono l’immagine di questo progetto che sino ad oggi era risultato positivo: trasmettono una grande voglia di giocare e fare calcio, senza prendere un euro tra l’altro… i più forti che ho allenato sono senza dubbio Marco Bracco, Balboni e Lanati: quest’ultimo l’ho incrociato sia come giocatore che come allenatore (Juniores) al Valdivara, ed è eccezionale”.

Uno stop forzato che purtroppo ci tiene tutti lontani dal nostro amato calcio giocato. Che ne pensi?

“Purtroppo quello che è successo è una tragedia: il calcio viene dopo, deve venire dopo, bisogna comprenderlo e accettarlo. E con tutto quello che è successo sinceramente, non so in che situazioni si troveranno le società, soprattutto dal punto di vista economico: spero che si riesca a uscire al più presto da tutto questo, e soprattutto spero che lo Stato aiuti il calcio dilettantistico”.

E riguardo promozioni e retrocessioni, come la risolveresti?

“Sicuramente non si ricomincerà, non penso ci siano le possibilità a livello di sicurezza. Neppure in Serie A sanno come fare… Forse, per scontentare meno, farei salire la prima e non farei retrocedere nessuno. La cosa più bella naturalmente sarebbe anche riuscire a disputare eventuali play off e/o play out, ma come ti ho detto purtroppo non credo sia possibile. Secondo me, alla fine, sospenderanno tutto e si riprenderà così dal prossimo anno, senza che cambi nulla. Naturalmente, dispiace per squadre come il Borzoli… ma purtroppo questa tragedia prende alla sprovvista tutti”.

Cosa vedi nel futuro di Gianni Siri? 

“Mi vorrei vedere ancora su un campo ad allenare… e magari realizzare il sogno di portare la Ruentes in Promozione. Oppure, raggiungere altri obiettivi altrove… sicuramente, mi vedo ancora un allenatore. Se non fosse possibile, vorrei comunque rimanere nell’ambito del calcio… con il patentino da direttore sportivo, potrei iniziare anche questa strada. Chissà”. 

 

 

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Foto copertina: Gianni Siri (ph: Fabrizio Ghini)




Questo era Gianni Siri, allenatore della Ruentes, nel nostro “Uomo del Giorno”, la rubrica di Dilettantissimo che da voce ai volti noti del nostro calcio ligure.

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