Dopo la gara del 21 gennaio contro la Cella, in casa Mignanego Impero era arrivata una vera e propria bastonata da parte del Giudice Sportivo, con una pioggia di squalifiche ai danni del tecnico Chicco Puggia (8 giornate), di Gianluca Rasero (5 gare), Mattia Bernardeschi (6 giornate) e del dirigente Andrea Mora, fermato fino al 15 marzo. La società, subito dopo, aveva presentato ricorso per provare ad avere l’annullamento o almeno una riduzione della stangata. Ieri, la Corte Sportiva d’Appello ha però rigettato in toto il ricorso della società dei presidenti Valle e Pintus. Ecco le motivazioni alla senteza:

L’ASD Mignanego Impero con ricorso depositato nei termini, ha impugnato le sanzioni in epigrafe riportate, chiedendone l’annullamento o, in subordine, la riduzione. Nelle motivazioni del gravame propone una diversa descrizione dei fatti da quelli riferiti dall’arbitro della gara.

Il ricorso non può trovare accoglimento. La Corte, ricostruiti i fatti dal resoconto di gara, non può non rilevare come gli stessi siano stati perfettamente compendiati nella sentenza del primo giudice e come le conseguenti sanzioni siano state inflitte ai singoli tesserati in maniera congrua e appropriata ai fatti commessi. Occorre ancora una volta ricordare come il giudizio sportivo si svolge esclusivamente sul contenuto degli atti ufficiali che, se redatti in forma chiara come nel caso di specie, ricoprono valore di prova privilegiata inattaccabile fino a dimostrazione di falso.

Per questi motivi, retrocesse le motivazioni della società a mere dichiarazioni difensive di nessun pregio ai fini del riesame delle sanzioni, respinge il ricorso e dispone l’incameramento della tassa non versata e addebitata in conto.