Ha insegnato calcio per una vita. È stato una colonna dell’allora Albaro e poi Athletic Club, sia a livello di prima squadra che nel settore giovanile. “Lele” De Ferrari da anni non allena più, si gode le partite da spettatori dei suoi due figli, del ’95 e del ’98, in prima linea come sempre, ma è rimasto un grandissimo appassionato di calcio, a tutti i livelli.

Mister, lei ha sempre lanciato giovani, come la vede questa regola in Eccellenza e Promozione?
<Farli giocare appena tre è uno spreco. A mio avviso ci vorrebbero quattro soli anziani, tutti gli altri giovani. Mentre abolirei il tetto dei due giovani fuoriquota in Prima Categoria e tornerei come ai miei tempi, quando eravamo tutti di una certa età e il livello era davvero alto, e giravano persino soldi! Ora che soldi non ce ne sono, meglio investire sui ragazzi. E poi non domandiamoci il perché le nostre Rappresentative sono da secoli che non vincono nulla a livello nazionale. Una regione piccola come la nostra è giusto che punti sui ragazzi del settore giovanile, altrimenti sparisce>.

Il Molassana dei giovani ha fatto il vuoto in Promozione B.
<Il Molassana è l’esempio più bello. Mister Schiazza è davvero una eccezione, lui che da tre anni fa giocare i ’98 e che a volte manda in campo addirittura cinque o sei fuoriquuta. Poiché non è detto che facendo uscire un vecchio e inserendo un baby la squadra perde di qualità>.

Come vede i tre massimi campionati liguri?
<Credo che per quanto riguarda l’Eccellenza, l’Albissola non abbia ancora fatto il vuoto, ma le inseguitrici fanno di tutto per portarla in serie D con risultati alterni. Comunque l’Albissola ha tutto per fare il salto in quarta serie per la prima volta nella storia: società, squadra e un mister, Luca Monteforte, che ho avuto da giocatore ai tempi della mia parentesi ad Arenzano. Già con il Ligorna aveva vinto questo campionato. In fondo, la Voltrese sta faticando, il Rapallo ha cambiato tutto nel corso della stagione. Credo che fino al Ventimiglia la lotta sia aperta>.

E in Promozione?
<Il girone A lo conosco poco, ma il primo posto della Cairese non mi stupisce, ma subito dietro a valbormidesi e Pietra Ligure ecco il Campomorone S.O: del mio grande amico Marco Pirovano. In fondo il Borzoli ha cambiato tutto puntando su giocatori over 30. Nel B, invece, la fortuna del Molassana è di avere un allenatore molto umile e bravo come Corrado Schiazza, e poi un grande presidente come Gianni Franini che era il mio mister ai tempi del San Gerolamo, una vita fa!>.

La soddisfazione più grande della tua carriera e il momento più amaro?
<Premessa, se oggi non hai uno sponsor, per la maggioranza delle volte, non alleni. Detto questo, la gioia più grande aver allenato la leva ’93 dell’Albaro. Siamo stati gli unici dilettanti ad aver alzato al cielo lo Spensley, eliminando il Genoa in leva. Un giocatore simbolo Tommy Duman, senza togliere nulla agli altri, un gruppo eccezionale, che ancora ora sento. Il più brutto la retrocessione in Prima Categoria sulla panchina dell’Athletic, poi subentrò Piero Laura. Retrocedetti con 37 punti per differenza reti (sei squadre tutte a pari punti, ndr) al termine di un match che passò alla storia con l’Amicizia Lagaccio. Nessuna altra squadra è poi mai retrocessa con 37 punti!>.

Il tuo sogno?
<Trovare una società che mi dia carta bianca sui miei ragazzi del ’93, ’94 e ’95 che magari non giocano più, ma che darebbero tanto a questo calcio>.

Di Andrea Bazzurro