Sei vai a giocare la partita di cartello della giornata, contro una vera e propria corazzata, in casa loro e all’inizio del secondo tempo ti ritrovi avanti per 3-1, hai fatto qualcosa di grande. Se, una volta subito il pareggio, trovi le forze per rimettere di nuovo il naso avanti, a una manciata di secondi dalla fine, hai fatto qualcosa di magnifico. A volte, però, capita purtroppo che la malasorte, una disattenzione oppure un gran colpo dell’avversario ti portino via quella gioia che stavi già cominciando in cuor tuo ad assaporare.

Lo sport e in particolare il calcio a 5, però, sono così. «Non dire gatto se non l’hai nel sacco» recita il famoso adagio coniato dal Trap ed oggi la CDM Futsal Genova ha dovuto, suo malgrado, fare i conti con questa legge non scritta del pallone, subendo ad appena dieci secondi dalla fine il pareggio della Gisinti, con una mezza rovesciata di Mangione, dopo aver sempre condotto la gara disputata nella tana di Pistoia.

In settimana, si era anche detto che quella contro la Gisinti poteva considerarsi un po’ la prima vera prova del 9 per le legittime ambizioni di alta classifica dei ragazzi di Stefano Pinto. E allora, se esame è stato, la Cdm l’ha superato a pieni voti. E’ mancata la lode, ma per quella ci sarà tempo. Siamo solo alla quarta di campionato.

«Prendere il gol del pareggio a un secondo dalla fine non ti può lasciare contento – racconta a caldo Stefano Pinto, tecnico della Cdm – ma accettiamo il risultato del campo, ovviamente. Torniamo però a casa con la consapevolezza di aver dimostrato la nostra forza, davanti ad una delle più serie candidate per il vertice. Vedere una squadra come Pistoia che, alla fine del match, festeggia un pareggio interno come se fosse una vittoria, deve essere per noi motivo di sano orgoglio. Significa che la considerazione che di noi hanno molti addetti ai lavori, non è immotivata o mal riposta. Anche se ovviamente resta un po’ d’amaro in bocca per come è arrivato questo pareggio. Niente di male, comunque, da domani si continua a lavorare per migliorarci».