Mister Puggia, che ha portato il Pontex il Torchio in Promozione per la prima volta nella sua storia (ma poi la società si è sciolta) si racconta ai nostri microfoni: <Dopo 11 anni di panchine, sono fermo perché è successo un po’ di tutto al Pontex Il Torchio. Eravamo riusciti ad andare in Promozione con un buon play off e un ottimo campionato (finale persa con la Campese, ndr), ma per motivi economici la società non è riuscita ad andare avanti. Sono dispiaciuto, tutto quello che abbiamo fatto in questi 4 anni è stato buttato via. Peccato, avevamo tanti giovani, sarebbe stata una grandissima soddisfazione. Questo, purtroppo, è il calcio dilettantistico di ora. Noi siamo la terza società che conquista la Promozione nell’ultimo anno e che poi non è salita. Noi contavamo di metterci assieme alla Pro Pontedecimo e fare una sola squadra, ma loro non hanno accettato. Peccato, la Pro ha un gran bel settore giovanile e speravamo di convincerli, ma non c’è stato nulla da fare. In passato alla Fulgor e all’Isoverde abbiamo fatto grandi cose. La gioia più grande alla Fulgor in Prima Categoria, quando ci siamo allenati per un anno intero nel campo a cinque e giocavamo le partite casalinghe a Sant’Olcese poiché era l’anno che il “Grondona” era chiuso. Sono contento che i miei fedelissimi, su tutti, Panetta, Lipardi, che mi seguivano sempre, in più aveva Sandali, Lanza, Molinari, tre collaboratori che lo hanno sempre affiancato, ndr) si sono accasati al Sant’Olcese. Col mio amico Repetti si troveranno molto bene. Anche l’anno appena finito me lo ricorderò per sempre per aver fatto esordire cinque ragazzi che avevamo nella nostra Juniores. Il mio futuro? Per ora mi prendo una piccola pausa, anche se ringrazio le società che mi hanno cercato. La delusione del mancato salto in Promozione e lo scioglimento della società è troppo grande, la devo ancora assorbire. E in più sogno che cambi questo calcio dilettantistico, non è più quello di 11 anni fa quando avevo iniziato nei dilettanti, ora i problemi economici sono troppo grandi>.