Con il mercato in entrata che negli ultimi giorni sembra aver decisamente preso il via, in casa Genova Calcio si guarda con fiducia al prossimo futuro, anche se sul fronte dei nuovi innesti manca ancora qualcosa. Per capire meglio quali saranno le strategie e gli obiettivi del club biancorosso, siamo andati a scambiare quattro chiacchiere con il direttore sportivo Enrico Ascheri.

Enrico, partiamo dalle conferme della rosa, conferme importanti ma anche – diciamocelo – qualche partenza eccellente. «Abbiamo deciso di sostituire Cappannelli con due centrocampisti – ci spiega Ascheri – perché l’idea tattica del mister è di giocare in un modo un po’ diverso, quindi per questo abbiamo preso due giocatori con le caratteristiche di Guidotti e Cilia. E dietro, invece, crediamo di aver sopperito alla partenza di Digno con l’arrivo di Buono. Anzi, a questo proposito voglio spendere due parole per Digno, che in questi anni ha dimostrato grande professionalità ed attaccamento a questa maglia, siamo sicuri che in futuro tornerà fra noi, magari con un altro ruolo perché questa ormai è un po’ anche casa sua».

E in attacco? «Là davanti stiamo effettivamente cercando di mettere a segno alcune operazioni. Cambiando modo di giocare, alcuni elementi non si adattavano più al nostro gioco. Stiamo sondando diverse piste e sicuramente qualcosa, in entrata, piazzeremo. Abbiamo anche qualche giovane attaccante come Traverso che, dopo l’esperienza all’Entella, gioca con noi ormai da tre anni, lo scorso anno è stato fermato da un infortunio ma stava facendo un’ottima stagione, oppure Camoirano che ha già dimostrato di poter essere uno dei giovani più interessanti. Poi c’è Anielli che ha segnato già 9 gol in Eccellenza. Devo dire poi che il nostro valore aggiunto sono sicuramente i nostri “vecchietti”, per il grado d’appartenenza e perché prima di tutto sono uomini prima che calciatori della Genova Calcio. Il nostro spogliatoio è così bello proprio perché c’è sempre il mix giusto di giovani ed esperti, perfetto per far crescere i nostri giovani al meglio».

Da anni ormai siete a un passo dal grande obiettivo: ma cosa è mancato? «Sono onesto. Due anni fa forse è mancato qualcosa a livello societario, forse se avessimo utilizzato al meglio il mercato di gennaio avremmo anche potuto fare il salto. L’anno scorso forse è mancata solo un po’ di determinazione. Abbiamo perso troppi punti per strada, fatto questo dovuto anche a una questione caratteriale della squadra, aspetto che pensiamo di aver corretto con questo mercato. E pensare che le scelte giuste le avevamo fatte: avevamo preso Parodi, grande centravanti, di categorie superiori, uno che potrebbe fare la Lega Pro e che prima che lo prendessimo noi non aveva mai giocato con continuità e qui ha fatto 25 gol. Discorso analogo per Romei che, nella scorsa stagione, ha segnato come mai gli era successo. Siamo fiduciosi anche quest’anno di non sbagliare la scelta della nostra punta».

Dall’arrivo di Balboni nella scorsa stagione alla sua conferma per la prossima. «La sua conferma alla guida della squadra è soprattutto legata all’ottimo finale di stagione messo in campo nello scorso campionato, anche quando in un certo momento si pensava a un calo di tensione dei ragazzi quando ormai il secondo posto sembrava irraggiungibile. Lui invece ha trasmesso serenità ai ragazzi fino alla vittoria finale di Ventimiglia. E poi ci ha convinti la sua determinazione nel voler guidare la squadra anche l’anno prossimo, sicuri che lui possa trasmettere questi valori ai ragazzi».

Veniamo a questioni extra-calcio: negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare, spesso solo sottotraccia, della questione legata al campo “Ferrando” e alla concessione da parte del Comune. «Io mi occupo ovviamente solo della parte tecnica – precisa giustamente Ascheri – ma dai documenti che ho avuto modo di vedere so che la concessione del campo è stata prorogata già dai primi di luglio. E so anche che si sta andando a risolvere la questione concessioni con il Comune quindi posso dire che il Cige, Villa Gavotti e Cornigliano saranno ancora la casa e le strutture della Genova Calcio per gli anni a venire. I nostri tesserati, soprattutto quelli più giovani e le loro famiglie, possono stare più che tranquilli. Sulla questione delle polemiche e delle voci, quello che posso dire è che noi quest’anno ci sentiamo in dovere e abbiamo l’onore di festeggiare i cent’anni della gloriosa Corniglianese e stiamo già pensando a qualcosa ad hoc. Visto e considerato che abbiamo avuto anche l’onere di pagarne i debiti. E’ un pezzo di noi. Non a caso il suo presidente storico è oggi presidente onorario della Genova Calcio quindi il verde e il nero fanno parte della famiglia biancorossa».

Facevi cenno poco fa al settore giovanile: qual è la situazione ad oggi? «Quando parliamo del nostro settore giovanile – prosegue Ascheri – non potremo mai accontentarci. Ogni anno vorremo migliorare. Sono tre anni che arriviamo alle fasi finali e con due leve addirittura a disputare le fasi nazionali. Il lavoro che io, Rinaldi, Pertusi, Piccarreta. insieme a tutti gli allenatori stiamo facendo e che ha iniziato Beppe Maisano è un lavoro che si vede negli anni. Molti dei nostri ragazzi vanno in società professionistiche e questo ci riempie di orgoglio, senza contare che qualcuno, in maniera non proprio corretta, continua a contattare tutti i nostri giovani per convincerli a cambiare società. Diciamo che continueremo a puntare sempre di più sulla scuola calcio e sul settore giovanile e lo conferma la qualità dei nostri allenatori».

Se tu fossi in Federazione, nella “stanza dei bottoni”, cosa cambieresti, quali regole modificheresti? ««Playoff e orari, sicuramente – risponde secco Ascheri – I playoff perché siamo ormai l’unica regione in cui solo la seconda accede agli spareggi, senza che si giochino dei playoff regionali e questa è una regola da cambiare e in fretta per migliorare la competizione. Poi gli orari, che dovrebbero essere come quelli della Serie D. Tutte le società sono d’accodo, l’abbiamo chiesto alla Federazione e adesso aspettiamo il loro via libera. Nei campionati giovanili invece cambierei le formule. Questa nuova formula, con la prima fase che di fatto genera una classifica di merito, suddividendo poi le squadre fra i campionati regionali e quelli provinciali è penalizzante per tutti. Rischiamo che società importanti magari restino fuori per un paio di partite sbagliate. Prendiamo ilcaso proprio della Genova Calcio: noi, pur avendo vinto i campionati regionali, non parteciperemo di diritto ai regionali. Allora  sarebbe meglio istituire due tornei, uno regionale e uno provinciale, con un meccanismo di promozione-retrocessione».