Le polemiche su direzioni arbitrali e sulle conseguenti squalifiche non riguardano certo soltanto il mondo del calcio dilettanti. Anche nei campionato organizzati dagli Enti di Promozione, capita di vederne delle belle. Ecco cosa ci scrive, nel suo lungo e accorato resoconto, un nostro lettore nonché capitano della Fia Italbroker, squadra che milita nel campionato “Lavoratore” Uisp:

«Ho iniziato a giocare al calcio alla tenera età di 6 anni ed oggi che di anni ne ho 51 non ho ancora smesso e non sto parlando di partitelle tra amici ma in un vero campionato… anche se amatoriale è pur sempre un campionato con classifica. Quello che andrò a raccontare di seguito è un fatto che ha dell’incredibile che possa succedere e che ritengo non debba passare inosservato e venga denunciato. Mi chiamo Luca Contini e come scritto sopra ho iniziato a “sporcare” le mie prime scarpette a 13 tacchetti all’età di 6 anni e da allora non ho ancora smesso.

Il mio percorso calcistico mi ha portato a giocare fuori dai confini liguri e a confrontarmi con calciatori e arbitri di tutte le regioni. Dopo aver giocato nei campionati F.I.G.C. sono approdato nel campionato Lavoratori A1 del Uisp e circa 17 anni gioco per la squadra Fia Italbroker nella quale in questi anni hanno giocato molti ex professionisti e semi professionisti contribuendo alla conquista di molti campionati e finali nazionali. Da quando gioco in questa squadra ho appurato che non è mai risultata simpatica agli avversari e nemmeno all’Uisp. Mentre per gli avversari che vedono per anni vincere la stessa squadra può essere fastidioso non lo capisco da parte dell’associazione organizzatrice. Un po’ come se la Juventus venisse puntualmente penalizzata ogni partita. 

Vero è che negli anni alcuni atteggiamenti di miei compagni non sono stati esemplari e giustamente puniti con squalifiche pesanti….ma quando certe sanzioni vengono inventate dagli arbitri e ingiustamente vengono inflitte squalifiche a tempo solo perché sei antipatico non è giusto. 

A me è successo proprio questo…durante la partita di campionato tra il Saint Trappa e Fia Italbroker giocata venerdì 12 ottobre alle ore 21 al campo Sanguineti di Quarto. 

La partita è stata sostanzialmente corretta con normali falli di gioco forse un paio più pericolosi ma niente di più di quello che si vede ogni weekend sui campi di calcio con unico errore quello di non essere stati sanzionati con il cartellino giallo dal signor arbitro nonostante io capitano del Fia Italbroker e il capitano del Saint Trappa lo facessimo notare. Ma il signor arbitro con il suo fare supponente e arrogante non ci ascoltava e per contro si rivolgeva con tono poco educato di fare calmare i rispettivi compagni di squadra e che se avessero continuato a “lamentarsi e a darsi calci” saremmo stati ammoniti noi capitani. Rivolgendomi in modo sempre corretto chiedevo spiegazioni su queste frasi al signor arbitro e sempre con atteggiamento supponente ricevevo risposte come “Non sono tenuto a risponderle” e “Se non la smette sarà ammonito!!!”. 

La partita proseguiva come detto sopra correttamente da parte di entrambe le squadra e vedeva la Fia Italbroker in vantaggio per 1-0. Forse il risultato e l’avvicinarsi della fine della partita a innervosito un giocatore del Saint Trappa (già ammonito) il quale vedendosi superato da un mio compagno lo scalciava da dietro commettendo fallo. L’arbitro fischiava il fallo senza sanzionare con il cartellino….almeno giallo…il giocatore che aveva commesso il fallo tra l’altro già ammonito  avvantaggiandoci…invece niente. Mi avvicinavo al signor arbitro chiedendo il perché non avesse tirato fuori il cartellino facendo notare che il giocatore era già ammonito ma il signor arbitro proseguiva la sua camminata senza guardarmi e sempre con fare supponente costringendomi ad indietreggiare per evitare di essere scontrato. Nel mentre alle mie spalle si accendeva un parapiglia tra alcuni giocatori di entrambe le squadre. Siccome ero capitano e memore delle frasi minacciose precedentemente rivolte a me dal signor arbitro mi sono precipitato a cercare di dividere con spinte i miei compagni e gli avversari da eventuali scontri…in particolare spinsi il loro numero 8 che mi sembrava il più arrabbiato e che si stava scagliando apostrofando con parole forti verso un mio compagno reo di aver colpito con una manata in faccia il giocatore che pochi attimi prima aveva scalciato il mio compagno.  Dopo aver spinto il numero 8 avversario venivo a mia volta attaccato con spintoni e offese da parte di alcuni avversari i quali mi facevano notare che tutto era cominciato perché un mio compagno aveva colpito con una manata in faccia un avversario. Capito questo mi sono allontanato dalla rissa e mi andavo a sedere sulla mia panchina e guardavo il proseguo del parapiglia…spiegando anche all’assistente dell’arbitro vicino alla mia panchina che nonostante aver spinto avversari e compagni per dividerli non c’ero riuscito ricevendo per risposta un cenno rassicurante con la testa è proprio in quel momento davanti a me e all’assistente volava letteralmente a terra un dirigente dell’Italbroker così platealmente da non poter essere visto. Dalla panchina scambiavo chiarimenti in tutta tranquillità con avversari e dirigenti del Saint Trappa e vedevo il signor arbitro osservare quello che stava succedendo a circa 20 metri dal parapiglia e lui poteva vedere chiaramente la mia posizione senza ostacoli davanti. 

Dopo alcuni minuti gli animi si calmarono e tutto tornò alla normalità cosicché il signor arbitro chiamava vicino a lui il numero 4 del Fia Italbroker e il numero 9 capitano del Saint Trappa mostrando loro il cartellino rosso…subito dopo mi invitava ad avvicinarmi a lui mostrando anche a me il cartellino rosso. Rimasi esterrefatto e chiesi il perché della mia espulsione senza ricevere nessuna risposta. Il fare supponente ed arrogante avrebbe meritato diverso atteggiamento da parte mia il quale mi limitai a ripetere più volte con tono di chi subisce un torto grave “che stava sbagliando” e “che la sua condotta arbitrale aveva portato come risultato alla rissa”….il signor arbitro con modo irrispettoso e quasi minaccioso mi invitava ad allontanarmi per evitare sanzioni più gravi. 

Finita la partita sul risultato di 1-1 il nervosismo non si placava per quello che era accaduto portando i giocatori di entrambe le squadre a lamentarsi in modo molto colorito nei confronti dell’arbitro con comune denominatore l’assoluta incapacità di gestire la partita. 

All’entrata negli spogliatoi i miei dirigenti chiesero al signor arbitro il motivo della mia espulsione e anche loro rimasero allibiti dalla sconcertante risposta del signor arbitro “espulso per aver dato un pugno in faccia ad un avversario a gioco fermo”. 

Contini? Ma non è possibile vi siete sbagliati…queste le parole di chi mi conosce come calciatore e come uomo incapace di certe azioni. 

La dichiarazione falsa del signor arbitro mi ha ferito e fatto arrabbiare poiché da quando gioco non ho mai “colpito” o “aggredito”  un avversario. 

Dopo la doccia accompagnato da un mio dirigente mi recavo nello spogliatoio della terna arbitrale a chiedere spiegazioni cercando di avere un tono calmo ed educato ma il signor arbitro non mi diede risposta e non mi degnava di un minimo sguardo e attenzione come se non esistessi continuando a sbrigare le sue pratiche continuando con quel suo atteggiamento arrogante e supponente che l’aveva contraddistinto per tutta la gara….risultando talmente maleducato da imbarazzare persino uno dei due assistenti (quello senza capelli che era vicino alla panchina della Fia Italbroker) che faceva “no” muovendo la testa…io continuavo a chiedere il perché avesse affermato una falsità del genere e lui alle mie ennesime richieste si avvicinava molto vicino al mio corpo con la sua faccia vicina alla mia e guardando fisso negli occhi con tono arrogante mi disse “mi sono consultato con i miei collaboratori e abbiamo concordato che hai dato un pugno ad un avversario” mentre lui diceva questo il mio sguardo si soffermava sull’assistente che prima faceva no con la testa il quale continuava a fare no con la testa e guardava il signor arbitro con espressione di colui che pensa venga raccontata una bugia. 

Come potevano affermare queste cose i collaborati dell’arbitro visto che uno era dalla parte opposta del campo e non poteva vedermi perché la panchina dove ero seduto era coperta dal gruppo di giocatori che si stavano “picchiando” e l’altro collaboratore era proprio vicino a me e ha visto chiaramente che ero seduto e non avevo colpito con pugni nessun avversario ma solo spinto per dividere? Questo mi fa pensare che la buona fede non esiste e che l’arbitro ha inventato tutto forse perché non gli sono simpatico e i suoi collaboratori l’hanno appoggiato per paura di prendere una posizione diversa.

Risultato di tutto questo è stata la squalifica a me inflitta come da referto arbitrale fino a giugno 2019 ben otto mesi con motivazione “colpiva con uno schiaffo sul collo il numero 9 avversario. Richiamato per notificargli l’espulsione si presentava a me con atteggiamento aggressivo e minaccioso dandomi dell’incapace per tre volte. A fine gara si presentava nello spogliatoio degli arbitri mantenendo il suo modo di fare aggressivo e offensivo è sempre con fare minaccioso si avvicinava al mio viso promettendomi ritorsioni”

Leggendo questo ho subito pensato che avessero preso la sentenza di un pericoloso mafioso. Tutto quello che ha scritto l’arbitro è frutto della sua antipatia nei miei confronti e della poca umiltà di ammettere che si può sbagliare. Io ero nervoso vero ma come chiunque venga espulso senza motivo e in tutti gli anni che ho giocato a calcio ho visto atteggiamenti ben più gravi del mio venir sanzionati con molto meno. Sul referto scrive che avrei colpito con un ceffone il numero 9 avversario colui che venne colpito dal mio compagno di squadra squalificato fino a dicembre. Tengo a precisare che il numero 9 è figlio di un mio ex compagno di squadra e che l’ho visto nascere e mai mi sarebbe passato nella testa di poterlo colpire. Riguardo al mio atteggiamento e all’avvicinarmi in modo minaccioso al suo viso si dev’essere confuso visto che era stato lui a farlo….per quel che riguarda le “ritorsioni” non saprei a cosa si possa riferire se non al fatto che se avesse dichiarato tale falsità avrei fatto ricorso. 

Infatti il ricorso è stato presentato da parte del mio allenatore e dirigente della squadra il Giudice Mario Torti il quale, grazie alla sportività degli avversari, ha presentato anche le dichiarazioni  del numero 9 del Saint Trappa dove dichiarava che ” il Contini numero 7 capitano della Fia Italbroker non si è mai avvicinato a me e tantomeno mi ha colpito con un pugno” e anche da parte della squadra intera e dei dirigenti del Saint Trappa che dichiarano espressamente “siamo rimasti molto sorpresi della squalifica inflitta al numero 7 capitano dell’Italbroker Luca Contini e sentiamo il dovere per la lealtà sportiva che ci contraddistingue di affermare che lo stesso ha cercato durante la rissa scoppiata dopo il pugno ricevuto dal nostro giocatore Claudio D’Agostino da parte del numero 4 avversario Giribaldi, di sedare gli animi cercando di dividere i giocatori di entrambe le squadre. Non abbiamo assolutamente visto il Contini colpire con pugni o schiaffi nessun giocatore del Saint Trappa. Tra l’altro alcuni elementi della mia squadra si sono avvicinati a lui seduto sulla sua panchina a parlargli del comportamento antisportivo del suo compagno Giribaldi. Alcuni dei miei giocatori conoscono il Sig. Contini come calciatore e ne riconoscono la sua correttezza. Da qui la decisione di questa dichiarazione.” 

Passato il tempo necessario per visionare il ricorso, il 7 novembre 2018 ricevo un’altra e più forte delusione… ovvero la risposta al ricorso, una vera e propria presa in giro da parte della Uisp Comitato Territoriale di Genova e più precisamente da parte del Giudice Disciplinare d’Appello che scrive: “che pur sottolineando la gravità della condotta tenuta dal sig. Contini anche in ragione della sua qualità di capitano…ritiene che valutate tutte le circostanze la squalifica irrogata debba essere ridotta fino al 12 aprile 2018(primo errore). Tale riduzione conserva comunque un’efficace finalità sanzionatoria della squalifica” (come dire gli togliamo un mese e mezzo ma facciamogliela pagare lo stesso).

Inoltre al punto 1 del giudizio disciplinare viene scritto che il ricorso viene accolto parzialmente riqualificando l’atto di violenza posto in essere dal sig. Contini in azione di gioco (art.225) un altro errore poiché il gioco era fermo per la rissa di cui sopra (questo mi fa pensare che volevano a tutti i costi punirmi e questa è malafede visto tutti questi controsensi).

Non posso accettare un comportamento di questo tipo da parte di un’associazione che organizza eventi sportivi e sponsorizza la sportività e la correttezza quando i primi a non esserlo sono proprio loro. 

Capisco che i calciatori ci mettano del proprio ma gli arbitri non possono avere la libertà e il potere di ledere il diritto all’onore e all’integrità della fama di un qualsiasi calciatore solo perché gli sta antipatico o non so per quali altri motivi…senza che la persona lesa si possa confrontare con l’accusatore davanti al giudice sportivo. 

Io da uomo e da calciatore corretto e rispettoso del regolamento mi sento ferito e offeso ed è per questo che ho ritenuto di rendere pubblico questo fatto. 

In fede,

Luca Contini»