Partenza davvero col turbo innestato quella del Campomorone Sant’Olcese di Marco Pirovano che oggi, anche con un Curabba fermo ai box per infortunio, può guardare quasi tutti dall’alto in basso, forte di un secondo posto conquistato a suon di gol e di vittorie. Com’è nel suo stile, però, Pirovano punta soprattutto a tenere alta la concentrazione dei suoi ragazzi, per far sì che nessuno si esalti troppo di fronte ad una partenza sprint come quella mandata in archivio dai polceveraschi fino a questo momento.

«Partire bene era uno dei nostri obiettivi stagionali – ci conferma lo stesso Pirovano – anche perché ci eravamo prefissati di iniziare meglio di quanto fatto lo scorso anno, quando avevamo girato alla fine del girone d’andata con appena 19 punti. Quest’anno ne abbiamo già 16 alla settima quindi… La cosa che ci ha aiutati di più a mio avviso è stata l’aver un gruppo già consolidato, rinforzato solo da pochi innesti mirati e l’amalgama è stata immediata. Poi quando metti in campo delle buone prestazioni, come stiamo facendo noi in questo periodo, è anche più che normale che gli episodi utili per vincere le partite alla fine arrivino, com’è infatti successo».

 

Che impressione ha del vostro girone? «E’ un po’ come al solito. Lo scorso anno avevamo due corazzate che si sono giocate il primo posto e quest’anno vedo molto bene Cairese e Taggia. Sono partite entrambe un po’ in ritardo ma la Cairese ormai è rientrata nel gruppo di testa e il Taggia lo sta facendo giornata dopo giornata. Credo che alla fine potranno essere queste due squadre a fare la voce grossa».

E in fondo, invece? «Ci sono alcune squadre che proprio non immaginavo di trovare la sotto, come ad esempio il Borzoli che secondo me è davvero una buonissima squadra. Ma di questi tempi, un anno fa, in quelle zone di classifica c’eravamo anche noi quindi credo che per fare i conti bisognerà aspettare il girone di ritorno. Quando i punti cominceranno a valere doppio, tutte le squadre giocheranno un po’ più a carte scoperte ed è allora che verrà fuori la differenza».

 

In tutto questo, il suo il Campomorone Sant’Olcese? «Noi dobbiamo continuare a giocare partita per partita, concentrandoci solo sull’avversario che ci troveremo davanti ogni giornata e senza guardare troppo in là. Dobbiamo fare così per cercare di interpretare ogni gara al meglio, una dopo l’altra. Ovviamente, anche il fatto stesso di essere partiti bene ti facilita le cose in questo senso, permettendoti di scendere in campo con una minor pressione sulle spalle».