Nella bagarre dell’alta classifica del girone B di Promozione, in mezzo a squadroni come Serra Riccò, Molassana, Athletic Club e Baiardo, c’è anche quella che qualcuno potrebbe definire “l’outsider” ma sarebbe riduttivo chiamare così il San Desiderio, una formazione costruita con intelligenza e passione dal presidente Silvio Frangioni e dal suo staff, con alla guida un allenatore esperto e preparato come Alessio Balducci e con una rosa di sicuro prim’ordine. Una rosa, peraltro, che deve ancora mettere sul campo il 100% del proprio potenziale.

«Siamo felicissimi – commenta proprio il numero uno del SanDe, Silvio Frangioni – Siamo consapevoli del fatto che la classifica è cortissima ma lo scorso anno a Natale abbiamo girato a 15 punti e oggi, quegli stessi 15 punti, li abbiamo fatti a inizio novembre, in appena 9 giornate. La verità è che oggi giochiamo ogni gara con la giusta concentrazione,non a caso non abbiamo mai perso. Abbiamo fatto tanti pareggi, è vero, ma ci sono state partite come quella di domenica in casa del Don Bosco Spezia: potevamo vincere ma alla fine potevamo anche perdere perché loro sono andati vicini al gol con un paio di contropiedi. Lo scorso anno, una partita come quella di domenica, sono sicuro che l’avremmo persa».

Si aspettava di essere lassù a lottare addirittura per il primo posto dopo un terzo di campionato? «Che la nostra squadra fosse forte, lo vado dicendo da luglio. Abbiamo gli stessi giocatori che lo scorso anno hanno vinto la Coppa Italia e hanno saputo giocare bene contro ogni avversario. Abbiamo un allenatore come Balducci che ormai conosce la rosa e sa cosa dire alla squadra in ogni momento. A tutto questo, abbiamo aggiunto alcuni tasselli importanti, primo fra tutti Cafferata. Sinceramente, non vedo in giro squadre che siano più forti di noi a livello tecnico».

Vietato porsi limiti, quindi? «Domenica andremo ad affrontare la Goliardica, una squadra che come noi sta facendo bene. E’ una neo promossa ma ha ambizioni e capacità e per questo sarà durissima. Poi giocheremo contro il Lagaccio. A quel punto, se dovessimo vincerle entrambe… chissà!».