La rassegna stampa a cura della redazione di Dilettantissimo: Stop ai dilettanti in Francia… in Italia solo al calcio giovanile; SOS, aiutare i dilettanti: perché i media ci snobbano? – Stellone il primo “licenziato per Coronavirus”; Mancini lancia un appello: “Aiutate il San Martino”.

– RASSEGNA STAMPA A CURA DI DILETTANTISSIMO: STOP AI DILETTANTI IN FRANCIA… MA IN ITALIA? –

STOP A TUTTO IL CALCIO GIOVANILE – Primavera, fascicolo ancora aperto

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Si ferma ufficialmente il calcio giovanile: è arrivata nella giornata di ieri infatti la sospensione definitiva di tutti i campionati nazionali organizzati dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, dall’Under 18 all’Under 15, ma anche delle fasi nazionali di Under 14, Under 13 e dei campionati dilettanti e di puro settore (resta da definire la situazione dei campionati regionali). Chiusa anche la stagione del campionato Primavera femminile, resta da definire invece la situazione legata alla Primavera 1 e 2 (organizzata dalla Lega Serie A e dalla Lega B). Sul tavolo i diritti tv, detenuti da Sportitalia; le promozioni e le retrocessioni; le qualificazioni alla prossima Youtg League. (Marco Calabresi, Gazzetta dello Sport, pag 11)

 

SOS, AIUTARE I DILETTANTI

Non è facile trovare all’iinterno delle nostre autorevoli testate giornalistiche sportive nazionali (Corriere, TuttoSport, Gazzatte)  articoli dedicati al nostro calcio dilettantistico: ne abbiamo trovato uno di Tony Damascelli, che sottolinea appunto quanto si stia sottovalutando e, se lo vogliamo dire, “snobbando” il calcio dilettantistico.

12.350 società, 66.025 squadre, 564-473 partite ufficiali, 1.045.565 tesserati (di cui il 64% impegnato nel settore giovanile e scolastico). Questi i numeri del calcio dilettantistico, per comprendere al meglio l’importanza del fenomeno: e nessuno ne parla, “non c’è fibrillazione, su giornali, tivvù e radio per comprendere la crisi di questo cuore pulsante del calcio“. Nessun appello dai professionisti, anche calciatori, o atti di solidarietà per quelli che comunque sono colleghi, seppur di categorie molto inferiori.

La penna di Tutto sport segnala alcuni esempi di ragazzi tesserati tra i dilettanti che partecipano attivamente alla vita sociale, e non spinti da procuratori e dirigenti: Michele Santoro (Promozione Campania, Polisportiva Puglianello, infermiere a Siena); Mattia Sala (Seconda Categoria A, Bergamo, portiere del Medolago, operatore al dormitorio cittadino di Bergamo); Ettore Gugliari (Serie D, capitano della Fiorenzuola e volontario della Croce Rossa); “non sono eroi, non sono idoli delle folle ma sono uomini”. Chi si occupa dei loro diritti? Forse la maggior parte della responsabilità di tutto questo è proprio dei mezzi di comunicazione che, come gli addetti ai lavori del calcio professionistico, stanno snobbando il calcio dei dilettanti, “base sulla quale si costruisce l’edifico del football; non c’è calcio se non ci sono anche i ragazzi del settore giovanile e scolastico, non c’è passione vera se non si guarda anche ai dilettanti. Professionisti della vita sociale”. (Tony Damascelli, TuttoSport, pag. 2)

 

CON LE REGOLE IMPOSTE AI “PRO” IMPOSSIBILE RIVEDERE I DILETTANTI

Dopo la letture delle linee guida del protocollo medico per la ripresa degli allenamenti. Nel comunicato FIGC è espressamente emersa la scadenza (nelle intenzioni) entro il 30 giugno, poco margine per la LND. Se in Serie A il programma è quello di ricominciare le gare non prima del 20 maggio, con queste premesse la Serie D non potrà farlo prima di giugno. Difficile poter ripartire dalla Serie D a scendere: le norme da seguire sarebbero troppo rigide e inapplicabili per i dilettanti. Questo argomento è stato tenuto ieri tra lND, Aic, e le associazioni di arbitri e dirigenti: ad oggi, servono 40 giorni per completare i campionati, l’unica soluzione pare quella di arrendersi e fermare tutto. Ci vorrebbero circa 60 mila euro per i controlli sanitari. Malagò ha dichiarato: “Sarebbe stato meglio chiudere in una stanza Federcalcio, Lega, Assocalciatori, allenatori, tv e organismi internazionali sino a quando non avessero condiviso un documento. Quello che manca è un piano pratico“.

In Liguria si attende il riscontro del vertice tenutosi ieri. Il direttore sportivo della Cairese Giribone, ha dichiarato alla Stampa che entro metà maggio urge una presa di posizione della Federzione. Con il passare del tempo diventa sempre più impossibile la ripresa dei campionati dilettanti. Si resta in attesa di comunicazioni. (R. R., La Stampa, Imperia e Sanremo, pag. 45).

 

PARLATO: IN D SI SOFFRE, NON È LA A – La possibilità di tornare in campo vista dal tecnico del Savoia

L’attuale tecnico del Savoia Carmine Parlato, parla chiaro: “Temo che non riusciremo a finire la stagione. Considerando quanto stabilito per la ripresa degli allenamenti delle squadre di Serie A, sarà impossibile adottare lo stesse metro in Serie D”. “I ragazzi sono ligi al dovere, seguono scrupolosamente quanto stabilito, ma so benissimo che allenarsi utilizzando gli spazi domestici non ha la stessa valenza di un lavoro in gruppo o sotto attento controllo di un tecnico. L’ipotesi di allenamenti distanziati sul campo potrebbe essere da noi attuata subito”. “Occorrerebbe fare tamponi, normalissimo per le società di A, così pure per la Bm forse anche in Lega Pro ma è per la Serie D che immagino le difficoltà di tante società e tanti tesserati“.

“In queste settimane ho sentito parlare del contributo di 600 euro per i professionisti destinati a chi svolge lavori normali ed attraversa un momento di difficoltà. Il lavoro del calciatore è diverso. L’appassionato che dire di un taglio del 30% allo stipendio dei tesserati, non può immaginare che ciò possa avvenire anche in Serie D: a parte pochissimi giocatori che percepiscono 3-4000 euro al mese, la maggioranza riceve compensi di mille euro al mese e tanti altri ne ricevono solo 500. La maggioranza delle società, giustamente, ha sospeso i pagamenti degli stupendi, l’ultimo è stato quello di febbraio e non tutte hanno preovveduto pure a quello, per le evidenti difficoltà finanziarie. Sono venuti meno i pagamenti degli sponsor e quel minimo d’incassi: non sempre i dirigenti possono garantire direttamente gli impegni. Il calcio professionistico offusca questi temi che coinvolgono tanti giovani calciatori, molti dei quali sono in situazioni difficili”. (Aniello Sammarco, Corriere dello Sportpag. 29).

 

BUFERA AD ASCOLI – Il caso Stellone, primo licenziato per coronavirus – Il club lancia Abascal e annuncia: “Contratto annullato causa Covid”

Roberto Stellone era arrivato all’Ascoli a febbraio, al posto di Paolo Zanetti, ma il suo contratto (e quello del suo staff) è troppo oneroso per il momento, ed è quindi stato interrotto. La panchina bianconera è momentaneamente affidata all’allenatore della Primavera Guillermo Abascal. Il club ha spiegato che “le straordinarie e non prevedibili vicende dei virus Covid-19 hanno spinto la società ad adottare dei provvedimenti in ambito dei rapporti contrattuali in essere con i vari atleti e staff, al fine di salvaguardare anche la continuità aziendale (…)”. Stellone è il primo licenziato per Coronavirus. (Peppe Ercoli, Gazzetta dello Sport, pag 17).

 

UNA RIFORMA SUBITO PER SALVARE SERIE B E C – Il Commento 

“Non sarebbe male ripensare modi e tempi dell’altro pallone. Quello figlio di un dio minore, quello oscurato dalle luci abbaglianti della ribalta. Un sistema di per sé poco sostenibile che da questa emergenza rischia di ricevere un colpo letale (…). Da ieri sono definitivamente conclusi i campionati giovanili. E la Serie B e la C? Devono essere i prossimi tornei a preoccuparsi? Qualcuno ha già lanciato l’allarme: se anche si ripartisse, molti club non sarebbero in condizione di iscriversi perché non potrebbero affrontare le spese cui si va inevitabilmente incontro. (…). Giocare a porte chiuse in B e in C significherebbe giocare in perdita per l’azzeramento delle entrare dei biglietti. Ma c’è di peggio: sarebbe uno scenario quasi impossibile, soprattutto in Lega Pro, perché forse nessun club può garantire l’osservanza delle nuove regole sanitarie. E inoltre un solo ‘positivo’, si sa, farebbe saltare tutto definitivamente. Pensavamo che la riforma del campionato – da 20 a 18 squadre – fosse la prima urgenza del grande calcio pre virus (…). Ma di riforma ce n’è una forse ancora più pressante: quella della B e della C. Struttura dei campionati, squadre partecipanti e canali di entrate. Tutto. Bisogna intervenire per salvare tornei (…). Non possiamo permetterci che tutto questo scompaia”. (Fabio Licari, Gazzetta dello Sport, pag. 27). 

 

FRANCIA – Per ora stop solo ai Dilettanti

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Per ora in Francia chiude solo il calcio dei dilettanti: lo ha deciso la Federcalcio mettendo la parola fine a tutti i campionati, dalla quarta divisione in giù. Rimangono in bilico i professionisti, in bilico; ri lavora per una ripresa per giugno. (Alessandro Grandesso, Gazzetta dello Sport, pag. 21)

 

MANCINI CHIAMA I TIFOSI DELLA SAMP PER IL SAN MARTINO: “Aiutiamo l’ospedale”

In un videomessaggio firmato Roberto Mancini, il ct della Nazionale azzurra si rivolge ai suoi tifosi blucerchiati: “Ciao ragazzi, voi mi conoscete, io vi conosco bene, quindi non c’è bisogno di presentazioni. Questo video è per incoraggiare tutti voi tifosi blucerchiati, vhe avete un cuore veramente grande, a devolvere il rimborso di Sampdoria-Verona in favore dell’ospedale San Martino. Come ho detto prima, ci conosciamo da una vita ormai, abbiamo passato momenti indimenticabili assieme e sono sicuro che tutti lo farete. State facendo una cosa straordinaria anche voi”. Il messaggio di Mancini vuole sostenere l’iniziativa della Federclubs blucerchiata, iniziata già qualche giorno fa. (Emmanuele Gerboni, Corriere dello Sport, pag. 11).

 

https://www.facebook.com/FederclubsSampdoria/videos/547060312870861/

RASSEGNA STAMPA A CURA DI DILETTANTISSIMO: STOP AI DILETTANTI IN FRANCIA… MA IN ITALIA?

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