Dopo la stangata subita dal Giudice Sportivo, in casa San Gottardo il sentimento prevalente è l’incredulità. Sono molte infatti le cose che non quadrano ai dirigenti biancorossi i quali, a partire dal presidente Pasquale Scardello, stanno già meditando le prossime mosse da compiere.

«Su quest’aspetto ci stiamo muovendo – ci spiega il diesse Giuseppe Saffiotti – Prima di tutto però mi preme sottolineare che quella di domenica non era una gara da giocare, viste le condizioni del campo. Come direttore sportivo, però, in tanti anni non ho mai visto una cosa del genere. Già all’inizio della partita ho cercato di far capire all’arbitro, come faceva anche il nostro capitano, che le condizioni meteo e quelle del campo non permettevano di giocare. L’arbitro è sceso in campo alle 10.05 e ha fatto l’appello alle 10.20, quando i ragazzi erano ormai bagnati fradici. Iniziata la partita, abbiamo preso gol dopo 3’ e il campo intanto, già dopo appena 10’, era in condizioni inimmaginabili. Sul lato tribuna, non si riusciva nemmeno a battere un calcio d’angolo per la quantità d’acqua che si fermava. Io ero in panchina e ho chiesto ripetutamente all’arbitro di provare a far rimbalzare il pallone ma mi è sempre stato negato. Noi a quel punto abbiamo giocato la nostra partita ma poi è diventato difficile giocare non solo sulle fasce ma anche a centrocampo. Non so perché abbia voluto giocare a tutti i costi ma fra primo e secondo tempo gli abbiamo fatto presente che non c’erano le condizioni per farlo e che i ragazzi rischiavano anche di farsi del male, ma ha detto che dovevamo proseguire».

«Lui stesso – prosegue Saffiotti – non riusciva nemmeno ad annotare sul suo taccuino ammonizioni e sostituzioni da quanta acqua veniva giù. Ha chiesto addirittura a me di scrivere al suo posto le sostituzioni. Io avevo un foglietto in tasca e l’ho fatto ma questo credo faccia capire quali fossero le condizioni meteo. Aveva già espulso Romei che l’aveva mandato a quel paese dopo un’azione. Poco dopo poi Salvini è entrato male, la palla rimbalzava in maniera stranissima ed è accaduto tutto quello che avete viso anche nelle vostre immagini. Io, dalla panchina, l’ho sentito fischiare e ho creduto che avesse fischiato la fine. Mi sono anche stupito perché mancavano ancora alcuni minuti. E’ tornato negli spogliatoi e io, come responsabile dell’arbitro, sono andato nel suo spogliatoio e l’ho trovato che parlava al telefono con qualcuno chiedendogli indicazioni su come comportarsi. Quando ha riattaccato, gli ho domandato cosa era successo e lui mi ha detto che aveva sospeso la partita per un’aggressione subita. Questa però è una cosa che non accetto: le decisioni le deve prendere lui in prima persona e non qualcuno all’altro capo di un telefono».

«A me però sorge un dubbio – continua il diesse biancorosso – Noi siamo presi di mira ormai da 3 anni. Lo scorso anno, contro la Sampierdarenese, quest’anno ancora contro la Sampierdarenese con un nostro giocatore che, per una bestemmia in campo, si è preso 3 giornate di squalifica. Comincio a pensare che diamo fastidio. Poi arriveremo al punto che ci stuferemo, visto che siamo tutti dei volontari e che ci mettiamo del nostro, e così avranno ancora meno squadre di quelle che ci sono adesso. Mi sembra strano però che per una gara difficile come quella di domenica, non sia venuto nessuno della Federazione a seguire l’operato di quest’arbitro».

«L’arbitro, durante la partita, tremava dal freddo tanto che stava per scrivere anche un ammonizione sbagliata. E quando sono andato a prendere la distinta a fine partita, Chinchio e Carrà non erano nemmeno segnati come espulsi. Solo Romei e Salvini lo erano! A questo punto, mi viene da pensare che le due espulsioni di Chinchio e Carrà siano state aggiunte solo in un secondo tempo e cioé dopo aver visto le immagini di Dilettantissimo. Ma allora, le immagini valgono o no come prova? Ci facciano capire».

«Negli spogliatoi è sceso anche il papà dell’arbitro ma la situazione era del tutto tranquilla. Non è nemmeno vero quello che lui ha detto, che non lo avremmo riaccompagnato fino all’auto. Lui non si era presentato con l’auto, altrimenti io l’avrei fatto entrare nel parcheggio del campo, come facciamo sempre, e ne avrei preso in consegna le chiavi diventandone anche responsabile. Ma così non è stato. Io infatti l’ho accompagnato solo fino all’uscita del campo, esattamente dove lo avevo accolto prima della partita».

Insomma, molte cose non sembrano tornare e gli animi di tutti sono ovviamente piuttosto demoralizzati. «Il morale del presidente Scardello è quello che è – conclude Saffiotti – Vorrebbe addirittura ritirare la squadra dal campionato. Carrà sarà punito anche da noi, questo voglio che sia chiaro, ma è anche certo che non resteremo con le mani in mano perché sono successe delle cose che non ci piacciono per nulla. A noi è stato fatto un grande danno perché siamo lì e abbiamo ancora una gara da recuperare. Sono tre anni che veniamo danneggiati e non ne capiamo il motivo. Sappiamo che questi arbitri devono crescere, lo capiamo perfettamente, ma vogliamo anche che ci mandino degli arbitri capaci. Altrimenti vorrà dire che ci faremo da parte, così avranno meno squadre da gestire e meno partite da arbitrare. Perché ricordiamoci che qui al San Gottardo siamo tutti dei volontari, dai dirigenti allo staff, compreso mister Luca Gullo che non prende un centesimo. Noi comunque faremo i nostri passi ma loro ci devono dare dei chiarimenti. Domenica intanto andremo a giocarci la nostra partita ma stiano certi non la daremo vinta a certi personaggi. Vogliamo il rispetto che non ci è stato garantito in questi ultimi tre anni e per questo siamo pronti anche a chiedere la ripetizione della gara, che non si è conclusa regolarmente».