Sebbene il pareggio subito in Zona Cesarini domenica scorsa contro la Goliardica abbia lasciato inevitabilmente un po’ d’amaro in bocca, in casa Molassana non si può fare a meno di guardare alla classifica con un bel sorriso stampato sulla faccia. I rossazzurri infatti stanno facendo molto bene, innellando soprattutto ottime prestazioni una dietro l’altra.

«Abbiamo messo in campo una partenza molto positiva – commenta soddisfatto Corrado Schiazza, timoniere insieme all’amico Massimo Zamana sulla barca Molassana – Forse ci manca solo l’ultimo passo in avanti, quello decisivo per fare ilsalto di qualità. Quello che stiamo affrontando è un campionato molto livellato, in cui bisogna guardare avanti ma anche alle nostre spalle. La classifica infatti è ancora molto corta e non ti permette nemmeno mezza distrazione. Basta incappare in un paio di incidenti di percorso e ti ritrovi risucchiato nel gruppone di centro classifica. Per una volta, però, voglio che la squadra guardi soprattutto avanti».

Il pareggio di domenica contro la Goliardica ha lasciato qualche scoria? «Non direi proprio. Anche perché sappiamo che il calcio è anche questo. Capita la domenica che meriteresti di vincere e magari pareggi ma capita anche la domenica in cui sarebbe stato più giusto il pareggio e te ne torni a casa con in tasca i tre punti, come accaduto a noi a Sarzana qualche settimana fa. Siamo soddisfatti perché siamo partiti per far bene e ci stiamo riuscendo, mettendo anche in campo delle prestazioni davvero interessanti, tenendo sempre ben presente la strada scelta dalla società di investire sui nostri giovani».

Quello appena iniziato è il suo terzo campionato alla guida del Molassana: in cosa ha visto crescere maggiormente la sua squadra in questi tre anni fra Eccellenza e Promozione? «Quando sono arrivato al Molassana – spiega ancora Schiazza – in pieno accordo con la società, si èscelto di investire su un gruppo di giovani che per il momento ci sta dando ragione. Con il presidente Franini e con il direttore Nocentini si è creduto in questi ragazzi, quelli della leva ’94 per intenderci, che adesso sono l’asse portante della prima squadra e, grazie al grande aiuto dei “veterani” presenti in rosa, siamo riusciti a portarli a far vedere di che pasta sono fatti. Ora è il momento per loro di dare il massimo, altrimenti rischiano di rimanere sempre allo stesso livello e questo non va bene».