Il direttore sportivo del PROGETTO ATLETICO, Simone Calabrese, società di puro settore giovanile nata qualche anno fa, si racconta ai nostri microfoni e fa il punto della situazione.

In pochi anni dalla nascita, il Progetto Atletico è molto cresciuto come numeri e risultati. Il segreto?
<Il segreto sta principalmente nell’idea e in quanto metodo e scelte rimangono fedeli. Il Football Campus non è una scuola calcio tradizionale, ma piuttosto un contenitore di strumenti e concetti da cui ogni bambino può attingere, risolvere criticità e manifestare le proprie potenzialità>.

Siete passati da Coronata allo Sporting Smeraldo. Come mai? A che quartieri fate riferimento?
<Ad oggi il Progetto Atletico non dispone di una vera struttura propria, per poter svolgere le nostre attività, ogni anno ci appoggiamo ad impianti di altre associazioni riconoscendo loro l’affitto per gli spazi. Questo costituisce per noi il principale onere con cui dobbiamo necessariamente fare i conti, diciamo che quello di Coronata, se pur bellissimo, è un impianto che l’associazione non può permettersi, in compenso siamo presenti a Cornigliano (Boschetto), Borzoli (circolo Smeraldo), Pegli (via Calda) e sempre a Pegli in via Ungaretti, tutti poli con caratteristiche diverse, ma ugualmente operativi secondo le linee guida>.

Farete anche il settore giovanile oltre che la scuola calcio? E la prima squadra?

<Il Progetto Atletico è un laboratorio di progetti, e quando i tempi saranno maturi siamo certi di poterci dedicare ad un settore giovanile e / o una prima squadra, perché no?>.

La vostra è davvero una società particolare, le finalità?
<Le finalità del percorso che si compie all’interno dell’associazione è quella di acquistare una formazione sportiva specifica per il gioco del calcio, che metta tutti in condizione di esprimersi attraverso la metabolizzazione di concetti importanti sia nello sport (qualsiasi disciplina) che nella vita. Approfitto per ricordare che con la fine della scuola, prenderà il via la nostra attività estiva dove possono partecipare tutti i bambini e le bambine dai 6 ai 12 anni>.

Di Andrea Bazzurro