A luglio qualcuno lo dava addirittura come una delle squadre da battere, forte soprattutto di una campagna acquisti stratosferica, ed ora il Little Club si ritrova piuttosto attardato, in una zona di classifica in cui nessuno, alla vigilia, avrebbe mai pensato di poterlo vedere a questo punto del campionato. Ma Andrea Di Somma, tecnico dei rossoblù, non è per nulla preoccupato, anzi, si dice tranquillo per quello che potrà essere il futuro della squadra.

«Purtroppo in queste prime dieci giornate abbiamo avuto alcune assenze molto pesanti – commenta Di Somma – Basti pensare che abbiamo preso 11 gol nelle tre gare in cui ci è mancato Corallo in porta. Questo non significa che chi lo ha sostituito non abbia fatto bene ma quello del portiere è un ruolo particolare, nel quale non basta parare ma bisogna anche comandare al meglio la propria difesa e in questo credo che Corallo sia uno dei migliori, se non il migliore, della categoria. Abbiamo perso tre scontri diretti contro tre quadre attrezzate, che giocano insieme da tanto tempo però sapevamo fin dall’inizio che avremmo trovato qualche difficoltà iniziale a livello di amalgama e di coesione».

Il mercato di riparazione è alle porte: il Little sarà protagonista come lo è stato in quello estivo? «Credo che sistemeremo meglio alcune problematiche che sono emerse in questi mesi, in modo da riuscire ad avere finalmente quella continuità di risultati che finora ci è purtroppo mancata. Un po’ di esperienza di calcio ce l’ho e so bene che i campionato si vincono o si perdono in primavera: essere primi oggi non vuol dire molto».

Il primo tassello da rimpiazzare sarà Marelli, che ha dovuto salutare per motivi di lavoro? «In realtà il vero Marelli noi non lo abbiamo praticamente mai avuto. Vedremo con la società se intervenire sul mercato in questo senso ma credo che la priorità per noi sia quella di trovare la quadratura sui giovani. Ne abbiamo 9 in rosa ma solo uno di loro giocava già l’anno scorso in prima squadra. In più, per vari motivi, non ho mai avuto la possibilità di schierare in campo gli stessi giovani per due partite di fila. Adesso però è importante fare di tutto per restar il più vicini possibile alle squadre di testa. Poi dopo la sosta ci giocheremo le nostre carte».

Si aspettava un campionato così difficile ed equilibrato? «E’ un campionato molto particolare, livellato a mio avviso soprattutto verso l’alto. Basti pensare che tutte le squadre che lo scorso anno erano nelle zone alte si sono ulteriormente rinforzate e questo ti dà la misura di quanto il gruppone sia tarato verso i primi posti della classifica. Per quanto ci riguarda, sospettavo che potesse mancarci la costanza e una performance costante. Avevamo molto entusiasmo all’inizio ma c’era la possibilità che, col passare delle giornate, questo entusiasmo si affievolisse un po’. Ci sono poi alcuni giocatori dai quali mi aspetto di più ed alcuni che stanno rendendo anche oltre le mie aspettative. Siamo comunque ottimisti. Abbiamo ad esempio un attaccante come Rosati che non si sta ancora esprimendo per quelle che sono le sue capacità, anche per colpa mia, però domenica ha disputato una grande gara e speriamo di aver trovato la medicina gusta per fare sempre meglio».