Una maxi squalifica di sette giornate, quella che aveva colpito i tre giocatori del Sori Stefano Cagliani, Alex De Salvatore e Juri Hanuman perché dopo la gara Sori-Cogornese del 6 novembre scorso avrebbero “sputato – così recitava il comunicato ufficiale diramato da Giudice Sportivo – all’indirizzo dell’arbitro e, contestualmente, gli rivolgevano espressioni gravemente ingiuriose ed irriguardose“.

Il Sori aveva prontamente sollevato reclamo contro la squalifica dei suoi tre tesserati e anche il presidente Avegno, proprio dalle pagine di Dilettantissimo, aveva espresso tutto il proprio sdegno per tale decisione della giustizia sportiva (clicca qui per leggere l’articolo) dicendo che non era avvenuto nulla di quanto riportato nel referto arbitrale, men che mai gli sputi all’arbitro.

C’era attesa quindi in casa Sori per la decisione della Corte Sportiva d’Appello che però ha ridotto solo di una giornata la maxi-squalifica per i tre giocatori, portandola da sette a sei, adducendo la seguente motivazione:

«Letto il referto arbitrale, facente piena fede perché stilato in forma chiara e coerente, ritenuti i fatti meritori di lunga squalifica soprattutto per il gesto dello sputare verso l’arbitro, azione considerata dalle Regole di Gioco grave ingiuria, tenuto, altresì, in considerazione che l’illecito è stato compiuto contemporaneamente nello stesso contesto di fine gara, la Corte ritiene accoglibile l’istanza del GSD Sori, pertanto riducendo la squalifica dei tre da sette a sei giornate. Giova anche precisare in merito a quanto eccepito dalla società, che le minacce vanno estese anche al calciatore Alex Salvatore per aver rivolto all’arbitro la seguente frase: “non ti faccio salire in macchina”».

Ricorso accolto, quindi, ma solo in minima parte, per il Sori e i suoi tre giocatori. Un “contentino” che però non smorza la delusione e la rabbia della società levantina.

«Sono veramente disgustato – dice il presidente Avegno – Domani per protesta non andrò a votare il nuovo presidente. Anche perché in queste settimane sono venuti qui in tanti a chiederci voti, a fare promesse e poi ecco il risultato. Non so nemmeno per quanto resterò ancora presidente, anzi, non so nemmeno se arriveremo a fine stagione. Con tutto quello che spendiamo, ogni settimana vediamo arrivare gente arrogante e incompetente che non fa altro che rovinarci le partite. Alla seduta della Corte d’Appello avevamo mandato un nostro dirigente, un ex arbitro che ha lavorato per anni in Federazione. Lui gli ha raccontato per filo e per segno la sacrosanta verità e oggi mi vedo confermare gli sputi e tutto il resto, facendoci passare per delle persone che proprio non siamo. I ragazzi mi stanno mandando messaggi pieni di delusione, che non vogliono nemmeno scendere in campo sabato in campionato e io sono qui che non posso fare altro che rispondere loro di provare a trasformare questa rabbia in qualcosa di positivo per noi».