Tra il sorpreso e lo sconcertato. Questo è lo stato d’animo di Chicco Puggia, tecnico del Mignanego Impero che oggi pomeriggio ha appreso, dal Comunicato Ufficiale della Federazione, la decisione del Giudice Sportivo di comminargli la bellezza di otto giornate di squalifica. «Al termine della gara – si legge sulle motivazioni della sanzione – protestando nei confronti dell’arbitro, lo attingeva con ambo le mani al petto con una spinta e, contestualmente, gli rivolgeva espressioni gravemente minacciose. Successivamente, faceva ingresso nello spogliatoio riservato al direttore di gara ed ivi reiterava ulteriori locuzioni minacciose».

«L’ho semplicemente accompagnato negli spogliatoi – risponde invece Puggia – per portarlo lontano dalle proteste dei miei giocatori. E, una volta entrati nel suo spogliatoio, mi sono anche sentito dire che l’avevo spintonato. E’ stata una cosa del tutto assurda e sono davvero molto amareggiato. Viene voglia di piantare lì. Ho 52 anni e rispetto da sempre gli arbitri. Otto giornate poi sono veramente tantissime. Io stasera parlerò con la società perché non mi manca davvero la voglia di continuare così, anche perché lavori tutti i giorni per questo sport, senza guadagnare un soldo ed anzi, spesso mettendoci anche del tuo. Anche quando ero giocatore ho sempre difeso gli arbitri. Io poi faccio il poliziotto e so cosa significa ritrovarsi nel mezzo della baraonda, come a volte capita agli arbitri, ma è l’intero sistema che non mi piace più. Ci vuole anche un pizzico di buonsenso. Ripeto io indosso tutti i giorni una divisa e so benissimo cosa vuol dire fare il proprio dovere usando il buonsenso. Con un referto del genere, puoi rovinare il campionato di una squadra. Se faremo ricorso? La società lo farà sicuramente ma sono io che voglio pensarsi bene, se a questo punto continuare o meno. Il calcio per noi dilettanti deve essere sempre un divertimento, senza farsi il sangue marcio».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mattia Bernardeschi, che dal Giudice Sportivo si è visto assegnare la bellezza di sei giornate di squalificaperché «al 49’ s.t., entrava sul terreno di gioco dalla panchina e, protestando nei confronti dell’arbitro, lo attingeva con ambo le mani al petto con una spinta». «Mi viene da ridere – commenta il centrocampista del Mignanego Impero – Sono entrato in campo, è vero, ma gli ho solo chiesto il perché della sua decisione, senza minimamente toccarlo. Penso che la società faccia ricorso, anche perché dovremmo cominciare a far capire alla Lega che le squadre, tutte le squadre, meritano maggior rispetto anche da parte degli arbitri».

Come se non bastasse, dalla bagarre di Mignanego Impero – Cella escono con una maxi-squalifica anche Gianluca Rasero punito con 5 giornate e il dirigente Andrea Mora, squalificato fino al 16 marzo, oltre a Marco Pietro Pintus, espulso durante la partita, a cui il Giudice Sportivo ha comminato una giornata di stop.