250 presenze, 10 stagioni, 1 rigore parato a Cassano e tante, tantissime parate. Si può riassumere così l’esperienza di Gabriele Canciani tra i pali del Campomorone Sant’Olcese, impreziosita quest’anno da una stagione in Eccellenza andata al di là delle più rosee aspettative.

Gabriele, qui a Begato 9 sei un senatore…

“Sono a Campomorone da 10 anni. Ho fatto un anno a Cornigliano e uno a Cogoleto, ma ora sono qui stabilmente da  almeno 5 stagioni. E anche con mister Pirovano siamo insieme da tanti anni. C’è un grande rapporto tra noi: è un grande allenatore e tiene molto al gruppo, motivo per cui negli anni ci siamo sempre divertiti. Alla fine, se quando vai al campo ti diverti, quella è la cosa più importante.”

La grafica del Campomorone Sant’Olcese per Canciani

Com’è andata la stagione?

Un campionato spettacolare. Oltretutto in un campionato di Eccellenza in cui c’erano squadre fortissime. Noi, da ripescati, abbiamo fatto una grande stagione con tanti risultati inaspettati: il pareggio con Sestri e Albenga, la vittoria con l’Imperia… ci siamo rifatti di un campionato perso alcune stagioni fa contro il Pietra Ligure.

Ci sono squadre forti ma anche colleghi forti. Te ne ricordi qualcuno?

Guarda, con i nomi sono un disastro perché ci sono tanti ragazzi giovani, e io ormai sono del gatto… era molto bravo il portiere dell’Albenga, Bambino! Anche Trucco e Bartoletti.

E poi c’è Traverso, con cui condividi lo spogliatoio a Campomorone…

Ettore è mio cugino. È il primo anno che faccio con lui, anche se ovviamente essendo cugini ci conosciamo da sempre. Mi sono trovato veramente bene: a vederlo allenare è tornata voglia anche a me! Devi sapere che io sono una macchina da guerra in trattoria, lui lo è sul campo. E poi è forte: per me giocare con lui è un bello stimolo.

Canciani e Traverso, cugini portieri

Chi è il tuo preparatore e come ti trovi con lui?

Giulietti, mi allena da tanti anni. Con lui mi trovo bene perché mi sa prendere e mi sa gestire: mi conosce molto bene.

Descriviti come portiere…

Eheh, sono un po’ particolare. Paro tanto con i piedi, mi piace uscire e fare qualche dribbling all’avventura. Ho uno stile tutto mio, personalizzato. Uno “Stile Canciani”. Ogni tanto faccio qualche parata di bagher, ma non è che Pirovano la apprezzi tanto…

Nel tuo palmares c’è anche un rigore parato a Cassano!

“Quello è rimasto nella storia. Era l’anno in cui la Samp andò in Champions… io sono doriano sfegatato, fu bellissimo. Abbiamo fatto questa amichevole proprio nei giorni in cui Cassano rientrava dall’infortunio, quindi c’erano tv, tifosi… ed è capitato che gli parassi il rigore.”

Da sampdoriano non hai avuto paura che si demoralizzasse un po’?

“Ma no, se ne batteva il belino, aveva uno scazzo mondiale (ride)! È il numero 1, il giocatore più forte che abbia mai visto giocare. Ancora più di Mancini.”

Altre soddisfazioni in carriera?

“I primi anni con l’Isoverde: dalla prima siamo arrivati in Eccellenza. Stagioni spettacolari, un gruppo fantastico: avremo perso tre partite in tre anni. Anche l’anno a Cogoleto, in cui vincemmo la Promozione, fu clamoroso. Portammo il Cogo in Eccellenza, non c’era mai stato: indimenticabile.”

L’Isoverde festeggia la Promozione

LO SPECIALE DI DILETTANTISSIMO SUL COGOLETO CAMPIONE
Chi sono i compagni che ricordi con più piacere?

Il gruppo dei primi anni di Isoverde Campomorone. Oggi siamo rimasti io e Cappe, ma c’erano Balestrino, Sposetti, Ferrante, Ferrando. A Cogoleto Michele Rossi, Gaspari, Monaco e tanti altri… ma devo dire che tutti gli anni sono stato bene.

Hai rimpianti?

A 18 anni dovevo andare a giocare in Abruzzo in C2, avevo firmato. Ma poi era fallita la squadra e ero tornato a Genova a lavorare, trovando squadra in Eccellenza. L’unico rimpianto è questo: non aver potuto vedere come sarebbe stato fare quei livelli lì.”

Cosa c’è nel tuo futuro?

“Finché riesco a andare avanti qualche annetto spero di farlo. Direi proprio che rimarrò a Campomorone: c’è il campo nuovo, finalmente riesco a tuffarmi. Prima dovevo studiarmele tutte per evitare, ora mi fa quasi piacere. E poi con mio cugino che vola da tutte le parti viene voglia pure a me.”

Zoff diceva che un portiere bravo si tuffa poco perché è sempre posizionato correttamente…

“Ah beh, io l’ho preso alla lettera.”

Parlando con Gabriele Canciani ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte a un uomo che, del calcio dilettantistico, ha veramente capito tutto: risposte semplici, di cuore, autoironiche. E una concezione dello sport genuina, legata a un valore, quello del divertimento, che spesso in Eccellenza cede il passo a concetti meno nobili. In sottofondo, i suoi bimbi che giocano. O meglio, “che si scannano”, come dice lui.

Buona fortuna, “Cancia”!

T.I.