Il suo passaggio dal Rapallo alla Sammargheritese ha fatto scalpore vista la sua fede bianconera e i tanti anni di militanza con il glorioso team ruentino. Ma “Lele” Maucci è abituato a parlare sul campo, con prestazioni importanti, come quella di domenica scorsa, nella quale ha segnato la sua quarta rete in trenta presenza con la casacca degli arancioni, la prima da quando è ritornato clamorosamente al “Broccardi” a dicembre. In primis Maucci descrive la sua ultima perla: <E’ stato forse il più semplice che ho realizzato, dopo un batti e ribatti in area mi è capitata nei piedi la palla che ci ha regalato il 2-2. È stata una gioia a metà, perché dopo aver dominato la partita, purtroppo abbiamo portato a casa un punto solo e sono già tre giornate che ci capita. Abbiamo disputato tre ottime partite, collezionando complessivamente tre espulsioni. Meritavamo nove punti!>.
L’addio al Rapallo? <Scelte dello staff e della società, hanno puntato su ragazzi toscani. E dopo aver perso compagni come Costa e Criscuolo (giocatori di Rapallo…), pure io ho dovuto abbandonare la squadra. Non avrei mai preso questa scelta, chi mi conosce lo sa…Ma non potevo fare altrimenti, mi è stato chiesto così, a quel punto mi sono guardato attorno e ho avuto molte richieste e devo ringraziare tante società che mi avrebbero dato fiducia. Ma poi ho scelto Santa, la prima società di Eccellenza che mi ha chiamato e dove sapevo che avrei trovato una società e dei compagni splendidi ed umili che ogni giorno lottano per raggiungere il proprio obiettivo. Attualmente a Santa Margherita sto molto bene, la società non ci fa mancare nulla, abbiamo un ottimo gruppo e uno staff numeroso che ci segue in ogni allenamento e in ogni partita. Senza dimenticare i nostri storici tifosi che non ci fanno mancare mai il loro supporto. IL nostro obiettivo è migliorarci e raggiungere la salvezza perché questa società e noi ce lo meritiamo. Per quanto riguarda il Rapallo, ho passato tanti anni intervallati da una stagione splendida a Borzonasca nel Vallesturla. Sono stati anni importanti per me, dove sono stato bene, ho sofferto, lottato e a volte gioito. Ho conosciuto tanti allenatori, alcuni fantastici che porterò sempre nel cuore e come loro i compagni di avventura, che sono amici tutt’ora. Ma io ho la memoria corta, quindi la stagione più bella è stata senz’altro l’ultima, una salvezza ai play out che mi rimarrà nel cuore per sempre. Nonostante le difficoltà nell’ultima stagione, siamo rimasti noi, con il nostro mister, nessuna rivoluzione o quant’altro…Solo un grande spirito di sacrificio e di lottare…Ricordo le ultime cene offerte da me e dal mio amico Johnny D’Asaro, dove facevamo di tutto per unirci, fare gruppo e salvarci>.
Il gol più bello? <Non lo so, ne ho fatti un po’, mi ricordo anche delle belle doppiette. Forse il gol più bello è quello che ho…subito a Cairo Montenotte nel ritorno dei play out al 94’, perché sapevo che sarebbe stato l’ultimo della stagione scorsa che ci avrebbe consegnato la salvezza. Ma ormai il passato non conta, gioco per la squadra che mi ha fatto esordire dieci anni fa se non più e per questa squadra lotterò e sputerò sangue. Non siamo mercenari, ma semplici giocatori, uomini, che cercano emozioni>.