«Cosa ne penso della soluzione di retrocedere il Ligorna dalla Serie D al campionato di Eccellenza? Decisione scellerata». Così l’ha definita l’avvocato Alessandro Ceccon responsabile dell’area tecnica del Ligorna. 

La Serie D è un campionato molto costoso; un campionato che porta anche dell’indotto al tessuto locale della squadra partecipante; un campionato che sta alle porte del professionismo ed è il quarto gradino della scala gerarchica dello sport nazionale italiano. Solo per questo dovrebbe ricevere maggiori attenzioni nelle decisioni che appaiono figlie di poca logica. Al momento, far retrocedere le ultime quattro è la proposta del consiglio federale della LND in attesa della ratifica del 3 giugno da parte della FIGC che difficilmente modificherà questa ipotesi.

Le squadre si sentono tradite dal suo presidente Cosimo Sibillia che, nei giorni precedenti alla riunione, le aveva rassicurate affermando che nessuna squadra sarebbe stata scontentata. In parole povere, ci si aspettava: blocco delle retrocessioni e promozione delle prime classificate. Il dietrofront potrebbe essere figlio della controversia nata tra Ghirelli (presidente della lega di Serie C) e Gravina Presidente della lega Serie A. Spiegare quest’altra dinamica non basterebbe un articolo.

Ma torniamo al Ligorna che,

come altre trentadue società di Serie D (tra cui le liguri Fezzanese e Vado) delle trentasei squadre che verrebbero retrocesse in Eccellenza, hanno mal digerito questa proposta e hanno ufficialmente diffidato la Figc. Figc che, nel consiglio previsto il 3 giugno, potrebbe ratificare questa proposta. L’intenzione dei 32 presidenti sarebbe quella di intraprendere azioni giudiziarie pesanti, che potrebbero di fatto paralizzare l’attività dilettantistica. Dopo alcuni giorni di silenzio dovuti a impegni lavorativi, torna a parlare il presidente genovese del Ligorna Davide Torrice che, in conferenza stampa insieme ad Alessandro Cecon, (responsabile dell’area tecnica) attaccano duramente la decisione di far retrocedere le ultime quattro in classifica.

«Credo che sia stata presa una decisione che ha a dir poco dell’incredibile, anche perché nessuno ha il diritto di farti retrocedere a tavolino per uno stop causato da una tale tragedia. La soluzione adottata è assurda e senza alcuna logica. In un momento storico in cui il Governo e le istituzioni locali dovrebbero aiutare e permettere la sopravvivenza delle tante società dilettantistiche legate allo sport, la dirigenza del nostro calcio anziché tutelare distrugge, anche economicamente, realtà centenarie come la nostra. Questa scelta ci pare che sanzioni e non sostenga i club che, come il Ligorna, svolgono un’importante servizio sociale alla collettività. Punire con una retrocessione d’ufficio quando si sarebbero dovute disputare ancora dieci giornate appare una scelta davvero assurda, per non dire inspiegabile».

Il numero uno della terza squadra di Genova è un fiume in piena.

«Perché non ascoltare e dare voce a chi vive sul campo le difficoltà di una ripartenza, ad oggi solo auspicata, invece di prendere una decisione così incomprensibile? Tra l’altro c’erano molteplici possibilità da analizzare, come per esempio quella di non effettuare nessuna retrocessione (come hanno proposto dall’Eccellenza in giù ); magari proponendo la prossima stagione di serie D con gironi a ranghi ridotti (14 squadre, per esempio), con la promozione delle prime due in classifica dal campionato di Eccellenza e con la durata ridotta del torneo a circa sette mesi, visto che appare verosimile che la prossima stagione non potrà iniziare nelle date di agosto (Coppa Italia ndr) e inizio settembre (campionato ndr) come consuetudine degli ultimi anni».

Torrice spiega nel dettaglio la proposta che porterà anche davanti alle altre società del mini-girone.

«Nascerebbero così raggruppamenti quasi totalmente in ambito regionale o comunque raggruppati in bacini ridotti: ad esempio la Liguria che, con otto squadre in Serie D andare a unirsi con formazioni del basso Piemonte, oppure della bassa Lombardia, con limitati spostamenti anche non superiori ai 150 km. Tutto ciò con significativi contenimenti dei costi per i club che saranno in evidente sofferenza; con il concreto rischio della loro mancata iscrizione; e limitando gli spostamenti extra regionali che al momento sono ancora vietati».

Non manca neppure una richiesta d’aiuto al presidente della federazione ligure Giulio Ivaldi.

«Chiediamo a Giulio Ivaldi, che ben conosce la nostra realtà, il suo sostegno; e che sia portavoce delle nostre proposte, ma soprattutto del nostro grido di dolore. Perché se dovessimo perdere la categoria (che verrebbe letteralmente scippata in modo inaudito), tutto verrà rivisto a partire da iscrizioni e quant’altro».

Il Ligorna dunque come le tante altre squadre italiane si sente defraudato e pure tradito da quelle istituzioni che dovrebbero difendere i club più piccoli che però ricoprono un ruolo importantissimo nel tessuto sociale delle proprie città o quartieri di appartenenza.

«Sinceramente, come terza squadra della città, in questi cinque anni di quarta serie abbiamo creato pure un certo indotto tra squadre e tifosi che sono venuti a Genova, molti poi tornati come turisti. Insomma non possiamo essere le vittime di una decisione che non ha un criterio logico.”

Il Ligorna ha inviato al presidente della LND lega Serie D Cosimo SIbillia e al Presidente della LND Comitato Regionale Liguria la seguente lettera di protesta che comprende molti dei punti toccati in conferenza stampa dal presidente TORRICE  potrete leggere di seguito


 

 

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