La rassegna stampa a cura di Dilettantissimo – Sibilia: «Ora la riforma dei campionati»

 

Sibilia: «Riapriamo anche i nostri stadi; non basta pensare a ripartire, bisogna trovare il modo di evitare le porte chiuse»

Il presidente della LND Cosimo Sibilia intende evidenziare alcune tematiche di fondamentale importanza, sia sulla chiusura della stagione sia per la ripartenza: «Abbiamo un incontro questo giovedì (domani) col ministro Spadafora per discutere della possibile ripartenza dei campionati professionistici con tutte le componenti del mondo del calcio. A questo punto, credo ci siano delle buone possibilità di riprendere. Per la Serie B e la Serie C la priorità resta quella di ricominciare. Bisogna guardare avanti con fiducia, consapevoli che tutti abbiamo un ruolo fondamentale nel mondo del calcio che va salvaguardato. Non basta pensare a ripartire, bisogna anche guardare oltre, cercare la possibilità di riaprire gli stadi, magari con una percentuale ridotta di pubblico, ma evitare le porte chiuse».

Altro tema che scotta è la riduzione dell’area professionistica,

e su questo argomento Sibilia non ha mai avuto dubbi: «Le situazioni che molti club hanno vissuto, parlano chiaro, bisogna rendersi conto che continuare ad avere un numero elevato di società professionistiche non è più ammissibile. Sono fortemente convinto che in Italia cento squadre siano troppe, il sistema calcio non le regge più. Quando sono stato contrario al commissariamento del Coni, ho appoggiato l’attuale presidente della Figc e nel nostro programma c’è appunto la riforma dei campionati. Col decreto governativo recentemente rilasciato abbiamo un’occasione unica per metterla in atto, abbreviando i termini. Il tema era già oggetto di discussione prima dell’emergenza sanitaria, ma sarà ripreso nel prossimo Consiglio Federale, anche perché riteniamo che questo passaggio non sia più procrastinabile».

Il tutto, però, senza sminuire la piramide esistente da Serie A a Dilettanti: «Non accetterò mai qualsiasi proposta che vada a penalizzare la Serie D. Ad esempio, se oggi per arrivare in A dalla D bisogna scalare tre categorie, non sarei disponibile a discutere dell’aggiunta di un’altra serie per raggiungere questo obiettivo. Siamo consapevoli che per il bene comune ogni Lega debba sacrificarsi, ma non possono chiederci l’inserimento di un altro gradino a quella che è la normale scala tra le categorie».

Tornando ai Dilettanti, in particolare alla Serie D,

in merito alla cristallizzazione delle classifiche per lo stop forzato che ha portato la LND a sancire la promozione di 9 squadre e decretare la retrocessioni in Eccellenza di 36 società (in attesa di un’approvazione dal prossimo Consiglio Federale), Sibilia ribadisce: «Dispiace per le retrocessioni, sono scelte difficili e complicate, ma una decisione andava presa. Pensiamo di aver adottato la scelta più giusta, poi se qualche società non è della stessa opinione può sempre presentare ricorso agli organi preposti. Se ci sarà un’autorità superiore che c’imporrà di agire diversamente, siamo pronti a fare non uno ma dieci passi indietro. La nostra è pur sempre una proposta al Consiglio Federale, che diventerà esecutiva solo con il voto dello stesso».

Guardando avanti, ha sottolineato ancora: «La stagione dei Dilettanti si chiuderà il 30 giugno e non il 20 agosto come è stato fissato per i professionisti. È nostra intenzione mettersi alle spalle il coronavirus ed essere pronti dal primo di luglio a gettare le basi per la prossima stagione». (Guido Ferraro, TuttoSport, pag. 22)

Retrocessioni d’ufficio? In 35 diffidano la Figc

A seguito del Consiglio Federale e della proposta di retrocessione in Eccellenza delle ultime quattro squadre, si sono scatenati i ricorsi: ben 35 club passano alle vie di fatto e formano un gruppo chiamato “Serie D, Salviamoci”, diffidano Figc e LND e diffondono una nota:

Il comuncato:

«Si fa seguito alla illegittima, irricevibile ed umiliante proposta dell’ultimo Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti. Questo vorrebbe sancire oltre che la sospensione dei campionati pure la retrocessione delle ultime quattro squadre classificate di ogni raggruppamento. Senza che queste ne avessero terminato sportivamente la disputa, ed impedendo loro di ottenere la salvezza sul campo. Peraltro, in un momento storico terrificante a causa del Covid-19. Saremmo l’unico esempio negativo di tutto il panorama nazionale.

Per tali ragioni, si è ritenuto doveroso, in data odierna, diffidare la FIGC dal recepire la aberrante proposta dellaLega Nazionale Dilettanti con l’avvertimento che, in difetto, si faranno tutta una serie di azioni giudiziarie a tutela di diritti violati sportivi e patrimoniali. Della circostanza sono stati resi edotti il Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte, il Ministro della Sport Dott. Vincenzo Spadafora, il Ministro del Lavoro e delle politiche Sociali Dott.ssa Nunzia Catalfo ed il Presidente del CONI Dott. Giovanni Malagò». (R.R., Corriere dello Sport, pag. 31)

 

Serie C – Una nuova proposta alla Figc: prime tre subito in B e ultime tre in D. Playoff volontari, playout in due gironi

Il Direttivo della Lega Pro torna all’assalto con una nuova proposta alla Figc: disputa di soli playoff e playout, salto diretto delle prime tre (Monza, Vicenza e Reggina) e la disputa dei playoff su base volontaria tra le 28 squadre aventi diritto, con modalità da definire una volta conosciuto il numero delle partecipanti. Per quanto riguarda invece le retrocessioni, discesa diretta in Serie D delle ultime tre (Gozzano, Rimini e Rieti), più penultima e terzultima del girone C visto che le squadre che le precedono hanno almeno 9 punti di vantaggio: i playout si giocherebbero dunque solo nei gironi A e B (Pianese-Pergolettese; Olbia-Giana; Fano-Ravenna; Arzignano-Imolese). (Nicola Binda, Gazzetta dello Sport, pag. 29)

Serie A  – Gli scienziati: «La quarantena nel calcio è sempre di due settimane»

Il nodo resta stretto intorno al tema «quarantena»: in caso di positività Covid, secondo la norma statale, di un calciatore o di un membro dello staff, sono previste due settimane di isolamento. Argomento che per i club continua a minacciare lo svolgimento degli allenamenti, così come ripresa dei campionati. Per questo Lega e Figc, nell’ultimo protocollo consegnato al Cts, accettano le condizioni ma nella speranza che, in considerazione dei movimenti della curva epidemiologica, il periodo di eventuale quarantena possa essere in futuro ridotto.

L’indiscrezione riportata da alcuni media riguardo a un accordo ufficioso tra le parti (Figc, Lega e Cts) su un alleggerimento della norma ha portato alla reazione del Cts: «La quarantena è sempre di due settimane. Ipotizzare un trattamento particolare per i professionisti del calcio è fuorviante e provocatorio, tendente a creare un clima di scarsa fiducia nell’attendibilità e nel rigore etico con cui il Cts affronta i problemi legati alle riaperture del Paese». (Alessandra Gozzini, Gazzetta dello Sport, pag. 11)

 

 

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