Intervista al presidente della U.S.D Rivarolese 1919 Mauro Sighieri, perno della società da ormai 16 anni il quale, dopo le vicende che hanno coinvolto la sua squadra ha deciso di parlare pensando che il suo silenzio potesse essere frainteso:

” In questi mesi non ho mai esternato il mio pensiero sulle vicende che hanno coinvolto la nostra prima squadra, ma oggi è giunto il momento di farlo: le questioni relative all’andamento tecnico e giuridico rivolte alla società sono state portate avanti dal nostro direttore generale che sicuramente con il suo carattere particolarmente viscerale può risultare anche scomodo e direi che in questo senso ha subito anche le conseguenze di questo suo modo di porsi, ma sicuramente i suoi obiettivi erano quelle della difesa della sua società, della nostra società e dei principi di competizione basati sul rispetto delle regole.

È già da tempo che lottiamo anche in occasione della  questione  riguardante le regolarità del tesseramento dei giocatori del club levantino è costato molto in termini di tempo, economici e di immagine rispetto agli altri addetti ai lavori che si sono a volte anche schierati decisamente contro la nostra società.

Quello che ci abbiamo guadagnato è stata la perdita di una Coppa Italia in una finale regionale con annesse una serie di manifestazione di antipatia che ancora oggi pesano nei rapporti interpersonali con altri dirigenti. Inoltre i risultati ottenuti sul campo vengono messi spesso in discussione per situazioni insignificanti e per ultima la questione relativa alla designazione di un arbitro vicino alla squadra avversaria che se non altro per abitudine di vita quotidiana sarebbe potuta essere oggetto di ricusazione prima della partita, ma che la Rivarolese, sportivamente, aveva accettato comunque nonostante la decisione indubbiamente avesse creato dissapore poi aumentato da un errore oggettivo che poi sarebbe stato fatale.
Non si discute sicuramente la serietà del designatore o dell’arbitro in questione, ma sicuramente la scelta effettuata non è stata in linea con le scelte per le partite di cartello delle passate e future domeniche che vedono protagonisti direttori provenienti da città e province ben distanti.

Sugli ultimi deferimenti affibiati al nosto direttore, danno anche economico notevole per la societa’, per i conseguenti ricorsi sostenuti,  sono frutto di affermazioni sicuramente esagerate ma che sono sicuramente considerabili alla stessa stregua di altri commenti sulla classe arbitrale effettuati da altri tecnici e dirigenti su televisione e/o in rete passati impuniti.
Altra situazione anomala e stata sicuramente la pubblicazione delle classifiche sui giovani impiegati nei campionati, che non hanno certo rispettato una logica di imparzialita, visto che hanno  condizionato sicuramente le scelte dei giocatori da impiegare nelle gare per le compagini in lizza per l’assegnazione dei premi
In ultimo sono dispiaciuto particolarmente per l’accanimento che si è dimostrato nei confronti di una società storica come la nostra che si mette in competizione a livello di prima squadra con altre realtà molto più organizzate e dotate di impianti moderni ed adeguati al campionato a cui partecipiamo oltre ad un potenziale economico maggiore grazie all’ aiuto di comuni e cittadine autonome, che, giustamente creano progetti di aiuto nei confronti delle proprie realtà sportive ; il che dimostra Con quale passione e quale abilità la Rivarolese sia riuscita a crescere dalla seconda categoria nella quale militava, all’attuale prestazione da protagonista in eccellenza rappresentando comunque Genova nell’ambito Ligure.
Il mio auspicio è che si riesca a trovare un modo per sostenerci vicendevolmente in modo da riuscire a difendere il movimento sportivo che ha Genova e che da sempre fa fatica a svilupparsi per la mancanza di risorse, anche oggi che l’amministrazione pubblica si è mossa al fine di rimediare ad anni e anni di immobilismo sulle manutenzione degli impianti esistenti nell’ambito del genovesato, la Rivarolese con il suo campo storico torbella rimangono ignorati e lasciati al loro destino affidando ai dirigenti attuali, visto che gli storici hanno ormai abbandonato queste battaglie, ogni tipo di sviluppo e risanamento di una struttura antica e prestigiosa dove trovano spazio e divertimento piccoli atleti e famiglie sicuramente con grossi problemi di carattere socio economico.
Il mio obiettivo è quello di ottenere una stabilità per la Rivarolese nell’anno del Centenario, ma non sono sicuro che seguirò la mia passione in un ambiente così ostile e continuamente disposto agli sfottò e alle liti.