Quando un maestro del giornalismo sportivo italiano del calibro di Carlo Nesti sbarca nel calcio dilettanti e firma il suo personale attestato d’affetto per le cento presenze di Alberto Moraglio con la maglia dell’Alassio, noi non possiamo che riportarvi le sue parole così come sono, senza toccare una virgola. E così ve le presentiamo.

E, per inciso… tanti complimenti Alberto, anche dalla redazione di Dilettantissimo.

«DEDICATO A BATMA-LBERTO

I bambini degli anni Sessanta, quando si innamoravano dei portieri, non badavano ai centimetri. Li osservavano, a bocca chiusa, in quelle lunghe pause di solitudine, quando il pallone di cuoio era lontano dalla porta. E li contemplavano, a bocca aperta, quando indossavano le ali, per volare da palo a palo, tracciando parabole ribelli. La maglia era, immancabilmente, nera, perché bastavano quelle parate per colorare i pomeriggi.

Anche Alberto Moraglio si presenta sempre vestito di nero. Anche lui non è alto come molti suoi colleghi. Ma, proprio per questo, unisce passato e presente, in un intreccio di nostalgia e modernità. E così, le 100 volte con l’Alassio non sono quelle di un portiere qualunque. Un leader, un allenatore in campo, con la classe e l’autorità necessarie, per essere il “numero uno”, e non solo per il numero di maglia.

Complimenti a questo portiere d’altri tempi, calato perfettamente nei nostri tempi, che sa ancora stimolare la fantasia di chi lo guarda. E che ha il potere di mandare a casa un bambino, fino a poco prima sulle gradinate del Ferrando, con lo stesso entusiasmo di quando si doveva attendere ore, per rivedere le partite in televisione: “Papà… papà… tu non puoi immaginare cosa ha fatto oggi Moraglio!”. E il padre: “Figlio mio… lo immagino… lo immagino… perché lo conosco!”.

Auguri per altri 100 voli, BatmA-lberto!»