L’Uomo del Giorno è… Matteo Priano, allenatore del Valdivara. Un esordio non fortunatissimo come allenatore nel calcio dei grandi: questo infatti era il suo primo anno al timone di una prima squadra, dopo aver guidato per anni le squadre giovanili dei biancazzurri. Ma purtroppo i risultati stavano faticando ad arrivare e infine, la pandemia, ha interrotto tutto a nove giornate dalla fine.

Come sappiamo, la posizione degli spezzini era piuttosto compromessa dal punto di vista dei numeri, ma oggi, alla luce delle ultime notizie, potrebbe diventare ancora più complicata se si optasse per il congelamento delle classifiche (con la conseguente promozione delle prime e la retrocessione delle ultime squadre posizionate). Ci ha sorpreso, però, la chiarezza e l’onestà intellettuale di questo allenatore. Perché, a differenza di molti altri che, come è naturale accada, “tirerebbero l’acqua al proprio mulino”, Priano afferma schiettamente di ritenere giusto che sia promossa la prima e retrocessa l’ultima. Ovvero, il Valdivara.

Ma d’altronde, lo afferma proprio lui durante questa intervista: non bisogna «cercare di essere quello che non siamo», essere se stessi e parlare chiaro è sempre la soluzione più giusta. E chissà, forse è proprio questo aspetto che ha spinto la società spezzina, nonostante i risultati negativi, a confermarlo sempre al timone della squadra. Il futuro? Non si sa, il suo desiderio è quello di avere un’altra chance nel mondo del “calcio dei grandi”… e noi te lo auguriamo mister! Ecco l’intervista all’attuale tecnico del Valdivara.

 

 

Buongiorno mister! Innanzitutto, in questi giorni stiamo facendo qualche “prova di libertà”. Come hai vissuto questo periodo?

«Con un po’ di paura. Personalmente, avendo genitori e suoceri un po’ in là con l’età, ero preoccupato: diciamo che l’attenzione era focalizzata particolarmente su di loro. Purtroppo, ci sarà ancora da faticare per ritornare alla normalità. Il calcio? Mi è mancato molto, soprattutto durante la settimana: mi manca vedere il mio staff, la mia squadra, e stare con loro anche solo per qualche ora. Per me era un momento di svago e di divertimento… sotto questo aspetto, il calcio mi manca davvero molto».

Domani dovrebbe arrivare qualche decisione ufficiale in merito al nostro calcio dilettantistico. 

«La sospensione è inevitabile: hanno difficoltà a riprendere i professionisti, figuratevi i dilettanti… per noi il protocollo è praticamente impossibile da attuare. Sarà una decisione giusta. Per quanto riguarda le decisioni riguardo campionati, promozioni e retrocessioni credo sia una cosa difficile. Ho letto tante cose, e spesso ho notato che ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino. Io ho la mia idea: se promuovono la prima, purtroppo è giusto che retroceda anche l’ultima, e come sapete lo dico contro il nostro interesse. Altrimenti, l’unica alternativa è quella di annullare tutto e ripartire dalla prossima stagione come se questa non fosse mai esistita: ma con tutti gli investimenti fatti dalle società, questa alternativa porterebbe al disastro. Già, sarà un disastro così, perché tante squadre saranno comunque in difficoltà, soprattutto quelle con un settore giovanile da curare e mantenere, e alcune rischieranno persino di sparire… ».

 

matteo priano

Goliardica – Valdivara 1-2. Foto dal sito ufficiale del Valdivara 5 Terre.

 

Una risposta che francamente non ci aspettavamo, perché in questo modo il Valdivara sarebbe retrocesso. Eravate ultimi… cosa non ha funzionato quest’anno?

«Il progetto iniziale era sicuramente molto valido: il Valdivara ha messo in mostra tantissimi giovani dal profilo interessante. Però hanno bisogno di essere accompagnati da giocatori più esperti, e forse questo aspetto ci è mancato: i ragazzi devono essere coinvolti non per necessità, ma per loro meriti e affiancati a giocatori con esperienza, da cui imparare. Contro squadre importanti abbiamo pagato spesso l’ingenuità: ma non ho nessun rimpianto, perché abbiamo cercato di fare il massimo in un campionato che quest’anno era molto competitivo, con tante squadre ben attrezzate».

Una società in cui sei da molti anni ormai.

«Sì, sono circa quattro anni che sono qui, e sono sempre stato molto bene. L’ultimo anno purtroppo è stato difficile, perché la situazione ha condizionato qualche umore. I primi anni, quando allenavo le giovanili, ho avuto, grazie al Valdivara, la possibilità di avere a che fare con allenatori competenti da cui ho potuto imparare moltissimo… questa era la mia prima esperienza in una Prima Squadra, speravo potesse andare in un’altra maniera. Sono comunque soddisfatto del lavoro svolto soprattutto con i giovani, dal momento che ho avuto la necessità di schierarne tanti: hanno fatto un’ottima figura, e sono molto orgoglioso di loro».

Ma parliamo un po’ più di te. Come e quando hai deciso, o ti è capitato, di diventare allenatore?

«Da giocatore ero un centrocampista/difensore centrale, un ruolo dove devi sempre essere “più avanti” degli altri. Mi ci sono ritrovato, quando mio figlio grande ha iniziato a giocare a calcio: il suo allenatore mi chiese di aiutarlo, così l’ho affiancato e piano piano mi sono appassionato. E mi sono sempre divertito e ho sempre fatto bellissime esperienze, nonostante tutto».

 

matteo priano

Matteo Priano, allenatore del Valdivara.

 

Allenatore dei “piccoli” e allenatore dei “grandi”: quanta differenza c’è?

«È molto diverso. Nei settori giovanili, all’interno del contesto ho sempre ricercato e avuto come obiettivo la crescita del ragazzo. Non mi sono mai dovuto preoccupare della partita di domenica, e non sono mai stato ossessionato dal risultato. In una Prima Squadra invece, gli allenatori spesso vengono valutati proprio per questo. Pur facendo magari un grandissimo lavoro, se i risultati non arrivano c’è qualcosa che non va».

Da allenatore qual’è la prima cosa che cerchi di trasmettere alla tua squadra?

«Siamo dilettanti: è vero che la domenica andiamo in campo, ma bisogna divertirsi. Se giochiamo senza divertirci, è tutto inutile, dobbiamo cercare di non perdere quello spirito. E bisogna divertirsi in qualsiasi condizione di classifica; lo dico sempre ai miei – se devo venire qui per arrabbiarmi, preferisco stare a casa con la mia famiglia! Se devo perdere, preferisco farlo divertendomi… il pensiero dev’essere sempre quello di giocarsela, contro qualunque avversario, infatti in quest’anno non siamo mai stati una squadra chiusa dietro. Se il giocatore si diverte, secondo me, riesce a dare qualcosa in più: trovarsi in un ambiente sereno dove poter lavorare può contribuire, e non deve mai trascurare quell’aspetto ludico che da grandi spesso dimentichiamo. Il rapporto con la squadra deve essere sempre chiaro, e non cercare di essere quello che non siamo: se si è se stessi, i giocatori lo riconoscono e lo apprezzano».

Tra gli avversari incrociati quest’anno, c’è qualcuno che hai apprezzato in maniera particolare?

«Ho visto tanti allenatori preparati: Amirante, Bastianelli… e sono tutti riusciti a fare un ottimo lavoro. Mi ha impressionato molto Foppiano: il suo Golfo Paradiso è secondo me una delle squadre con maggiori qualità, e sicuramente c’è molto del suo zampino».

E tra i professionisti?

«Su tutti di dico Pep Guardiola, Carlo Ancellotti e Josè Mourinho: secondo me sono gli allenatori che negli hanno dimostrato di guardare molto l’aspetto psicologico, oltre a quello tecnico. A livello tattico invece i più preparati sono Massimiliano Allegri e Antonio Conte».

Invece qual’è il tuo giocatore ideale, di cui la tua squadra non potrebbe proprio fare a meno?

«Quest’anno ho avuto la fortuna di poter allenare Thomas Ronconi, un giocatore che secondo me è fantastico. Si vede che ha giocato in categorie superiori, ha tutto: tecnica, cattiveria, si allena sempre al 100% e la sua presenza è importantissima nello spogliatoio. Un giocatore completo. Tra gli avversari, senza nulla togliere agli altri, c’è Lunghi che è un marziano: fuori categoria».

Passato e futuro. Hai rimpianti? Che cosa vedi nel tuo futuro?

«Rifarei tutto quello che ho fatto, non ho rimpianti. Sono convinto che anche dalle esperienze negative sia riuscito ad avere qualcosa di utile. Sono stato responsabile di settore giovanile e scuola calcio, ho allenato parecchie leve tra i giovani… mi ha formato tutto, sotto tanti aspetti. Tutte le cose che ho fatto mi hanno aiutato a crescere. E ho avuto la fortuna di non aver mai troppi problemi, pur avendo avuto a che fare con davvero tante persone. Mi è sempre piaciuto esser chiaro e diretto: forse è per questo che non ho mai incontrato troppi problemi. Il futuro? La speranza è di quella di aver un’altra possibilità di allenare una prima squadra, provandomela a rigiocare ogni domenica: il desiderio è questo, poi si vedrà».

 

matteo priano

Foto copertina: Matteo Priano è il nostro “Uomo del Giorno”.

 

 


 

Matteo Priano in… “Uomo del Giorno”, rubrica di Dilettantissimo dedicata agli allenatori del nostro calcio dilettantistico ligure.

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