Caro padre, dirigente sportivo e in ultimo cittadino, dopo una primavera di reclusione, nel mese di maggio sono usciti dei protocolli molto rigidi per la ripartenza di tutti gli sport.
Inizialmente, da Presidente di una società polisportiva, ero molto preoccupata di come fare per ripartire. Ma ho investito tempo e denari per confrontarmi e sulla sicurezza dell’impianto dove vivono i nostri ragazzi. Siamo ripartiti sanificando gli ambienti, tracciando ogni singolo ingresso, limitando l’entrata negli spogliatoi e affiliandoci al Coni per partire con i centri estivi “Educamp”. Facendo partecipare tutti i nostri collaboratori ad un corso di formazione Covid istituito gratuitamente dal Coni che ringrazio.
Un supporto alle famiglie per la ripartenza e per rivedere il sorriso di tanti bimbi reclusi da diversi mesi.

Dal 10 agosto abbiamo ripreso con l’attività sportiva e gli allenamenti prevedendo 2 spogliatoi per gruppo con sanificazione ogni cambio turno.

Come da protocollo e inserendo risorse nell’impianto che controllassero che il protocollo venisse rispettato. (e qui non posso essere d’accordo con Lei quando dice “non veniamocela a raccontare”).

Quando si danno delle regole bisogna rispettarle e farle rispettare, la coscienza e la responsabilità del mio ruolo impone questo.
Penso altresì, che la maggior parte dei miei colleghi hanno a cuore la salute dei propri tesserati tanto quanto me e che quindi hanno messo in atto tutto quello che ho sopracitato.
In questa fase mi sarei aspettato dei controlli, che non sono arrivati, ma eravamo pronti anche a quelli.
In questo momento di estrema difficoltà la soluzione non è certo quella di “Non circolare” ma di creare posti sicuri dove ci siano norme di sicurezza e tracciamento di contatti in modo da poter prendere per tempo eventuali diffusioni del virus e per questo, chiudere le uniche strutture che fanno tutto ciò porterebbe i ragazzi nel pomeriggio a riversarsi per strada senza alcun controllo.

La volontà di ripartire non è certo quello di aggirare il DPCM ma anzi rispettare ancor più le regole che lo stesso detterà compresi gli allenamenti individuali (siamo pronti anche a questo).
Se fossimo certi che chiudersi in casa per un periodo servisse a debellare il virus saremo i primi a farlo, ma ormai abbiamo capito che dobbiamo conviverci, per lo meno finché non ci sarà un vaccino.
Noi vogliamo continuare a vivere e a far vivere lo sport Nel cuore dei Nostri Ragazzi.

Cristina Erriu
Presidente Usd Angelo Baiardo
 
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