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Ha preso in mano il timone della Cdm Genova esattamente un mese fa ed oggi Michele Lombardo sembra aver risvoltato questa squadra come un calzino, dal punto di vista atletico, tattico ma soprattutto motivazionale. E allora, dopo aver spento la candelina del primo mese di lavoro in panchina, gli abbiamo chiesto di tracciare un primo bilancio.

«Il bilancio è ottimo – ci spiega – anche e soprattutto ringraziando i giocatori perché, se non c’è questa giusta disponibilità da parte loro a fare un certo tipo di lavoro, non si può fare proprio nulla. E loro mi hanno offerto quest’atteggiamento. Io, anche da diesse, andavo sempre agli allenamenti e osservavo bene la squadra. A un certo punto, purtroppo, vedevo che i ragazzi erano senza motivazioni, andavo all’allenamento perché dovevano. Io adesso vedo un’altra squadra, con tutto un altro atteggiamento».

Parliamo del tuo mandato da allenatore: fino a fine campionato oppure per la prossima stagione c’è già qualche accordo col presidente? «No, no, a me non è stato ancora comunicato nulla in merito. Io so che andrò avanti fino a giungo e che devo raggiungere l’obiettivo che ci eravamo posti a inizio stagione e che il presidente mi ha riconfermato nel momento in cui ha deciso di affidarmi la squadra. A giugno, poi, si vedrà come fare, anche perché ci dovremmo risolvere alcune questioni burocratiche legate al mio patentino da allenatore in caso salissimo in A2: serverebbe il patentino superiore e il Corso Master si tiene a Coverciano, con costi molto alti e un impegno molto pesante».

Ma tu in quale ruolo ti senti più a tuo agio: in quello del diesse o di allenatore? «A me piace fare questo, l’allenatore. Mi son reso conto che anche l’altro ruolo riesco a farlo molto bene ma l’A2 è un campionato molto complicato, difficile e non so se sarei pronto ad affrontarlo. Io comunque ascolto i consigli di tutti, mi confronto con tutti, che siano più esperti o anche meno esperti di me. Anche con i giocatori, spesso. Le idee che escono da questi confronti io le applico, le provo e, se funzionano, perché non usarle solo perché arrivano da qualcuno che non sono io?».

 

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